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Quella che raccontiamo oggi è una vicenda che va ben oltre il mondo all’incontrario. È una storia che mette in discussione anche la teoria della relatività. Povero Einstein. Quello che scriviamo nelle prossime righe è un triplo salto mortale carpiato del pianeta Terra attorno al Sole. Chi ha guardato Stranger Things lo definirebbe il “sottosopra”. Con la differenza che nel caso del liceo scientifico “Enrico Fermi” di Aversa dirigenza scolastica, famiglie e studenti stanno vivendo un incubo reale. Non è una fiction tv. Purtroppo. Da anni l’istituto, guidato dalla professoressa Adriana Mincione e divenuto una medaglia al valore a livello regionale e nazionale, patisce di una cronica carenza di aule. Di contro, proprio perché è un’eccellenza didattico-formativa, le richieste di iscrizione degli aversani e dei ragazzi delle città limitrofe sono ogni anno in costante crescita. Attualmente tra la sede centrale di Aversa e la succursale di Parete si fa carico di quasi 2.500 discenti. Una vera e propria cittadella scolastica, dove fioccano le attività extracurriculari grazie all’indirizzo della Mincione e alla professionalità del personale docente e amministrativo. Sono impeccabili anche i bidelli. Questo uno scoop. Per il 2020/20021 sono pervenute ben 512 iscrizioni. Già nell’anno in corso la preside è stata costretta a prevedere la settimana corta con 6 ore giornaliere. Per accogliere altri 512 studenti servono 19 classi.

Come detto, essendo il trend di iscrizioni sempre in forte aumento anche nel 2019 (in verità sono anni che lo fa senza, ahilei, ottenere risultati concreti) il dirigente scolastico Mincione ha chiesto alla Provincia di Caserta di reperire sul territorio di Aversa le aule necessarie per rispondere al fabbisogno di richieste presentate dagli aspiranti studenti e dalle loro famiglie. Per miracolo l’ultima richiesta della Mincione è stata recepita dal presidente della Provincia Giorgio Magliocca. L’ente ha messo a disposizione la somma per il fitto in locazione di 21 classi all’interno di un immobile. Durata 6 anni. La Provincia pubblica l’avviso per l’indagine di mercato ponendo una serie di paletti previsti dalla normativa vigente. Fin qui tutto bene. Anzi, visto l’andazzo degli ultimi anni, al di là delle più rosee aspettative. Nemmeno il tempo che la dirigenza del Fermi tirasse un sospiro di sollievo è subito arrivata la doccia fredda. Nel mondo alla rovescia le cose “normali” diventano “strane”. L’ufficio più efficiente dalle nostre parti è quello che si occupa della “Complicazione delle pratiche semplici”. La matassa si ingarbuglia quando si aggiudica il bando la G.S.M. di Luciano e Maria Sagliocco & C., sede ad Aversa proprio accanto alla centrale del liceo scientifico. In una qualsiasi nazione al mondo, anche tra le tribù armate libiche, si sarebbe festeggiato. Risolto un doppio problema: la carenza di aule e la vicinanza dell’immobile all’istituto “madre”. Di fatto sarebbe stata un’unica sede. Meglio per operatori scolastici, ragazzi e genitori. Ma siamo in Italia. E pur essendo la nostra la patria del diritto, qui da noi non è in vigore nemmeno più la legge del buonsenso.

Lo stabile della famiglia Sagliocco (fratelli e sorelle dell’ex compianto sindaco Giuseppe Sagliocco) ricade su una zona artigianale e commerciale. Per poter stanziare i fondi provinciali (circa 55mila euro) il Comune di Aversa avrebbe dovuto approvare un cambio di destinazione d’uso da artigianale-commerciale a scolastico. Beh, dov’è il problema? Alla base di un’operazione del genere non può nemmeno sorgere il dubbio che ci possa essere l’interesse dell’impresa a fare un affare. Solo un autolesionista, un pazzo o al limite un coglione richiederebbe un permesso di costruire (il 19 novembre 2019) per trasformare un’area artigianale-commerciale in scolastica. Il profitto tra le due destinazioni è incomparabile. Nel primo caso (zona per artigianato e commercio) si guadagnerebbe più del triplo per qualsiasi attività imprenditoriale. Invece no. L’iter si è bloccato nei meandri degli uffici comunali. E soprattutto è finito nell’imbuto politico-amministrativo. Francesco Sagliocco, figlio di Luciano, ha la colpa di essere consigliere comunale di minoranza. Non va. Giorgio Magliocca è un papabile candidato alle regionali nella lista di Forza Italia. Di male in peggio. Risultato? La politica politicante aversana non ha ancora dato il via libera all’adeguamento della struttura. Dopo un carteggio tra la G.S.M. e il dirigente comunale Raffaele Serpico, quest’ultimo ha passato la palla al sindaco Alfonso Golia, all’assessore all’Urbanistica Eleonora Giovene di Girasole e ai consiglieri comunali. Infatti ha inviato una missiva per comunicare che il permesso di costruire in deroga va approvato nel civico consesso. La lettera è indirizzata anche al presidente dell’assise Carmine Palmiero.

Stiamo parlando del 2 dicembre dell’anno scorso. Per non smentire di essere più veloci di una lumaca ferma a fumarsi una sigaretta e a bere gin, Golia e company non hanno mosso un dito. Immobilismo totale. Pace dei sensi. Consigliamo al sindaco, che è un valente farmacista, di autoprescriversi una massiccia dose di Viagra. Il consiglio comunale non è stato ancora fissato. Se la seduta non si terrà al massimo entro 10 giorni le conseguenze saranno disastrose per chi spera di frequentare il liceo Fermi. In base ai criteri di accoglienza approvati dal consiglio d’istituto per l’anno 2020/2021, su 512 richieste ne saranno bocciate ben 212 per mancanza di aule. Esclusi addirittura anche 27 potenziali studenti aversani, quelli residenti in città). Da scartare 22 istanze di fratelli e sorelle di ragazzi già frequentanti, 27 di genitori che lavorano ad Aversa e ben 81 provenienti dai Comuni limitrofi come Cesa (19) Carinaro (11), Gricignano (27) Teverola (11) Casaluce (11) e Lusciano (2). Lo slogan del sindaco Alfonso Golia in campagna elettorale era “Cambiamento”. Ha dimenticato di aggiungere: “in peggio”.

Mario De Michele

(continua…)

 





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