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Dallo scioglimento per camorra del consiglio comunale Andrea Villano continua a postare commenti social da trattamento sanitario obbligatorio contro la triade commissariale. L’ex sindaco di Orta di Atella è stato colpito da una forma acuta di webetismo. Altro che coronavirus. Ma checché ne dica il fu primo cittadino le capacità e la competenza sono doti che fanno parte, senza tema di smentita, di Franca Buccino, Maria Rosa Falasca e Lucia Guerriero. I tre commissari straordinari stanno facendo l’impossibile per riportare la città sul crinale della normalità. L’eredità però è pesante. Le maggioranze consiliari degli ultimi anni hanno accumulato montagne di disastri. Pretendere che nel giro di pochi mesi la triade possa risolvere i problemi causati da anni di errori e orrori politico-amministrativi è da pazzi. Serviranno anni per tirare su dalle sabbie mobili un territorio devastato dal terremoto di cemento della metà degli anni 2000 e da una classe dirigente (politici, amministratori locali, tecnici comunali e privati) composta per la stragrande maggioranza da corrotti e affaristi.

Pur consci delle doti della triade commissariale ci permettiamo di sottoporre all’attenzione di Buccino, Falasca e Guerriero una delle omissioni più gravi di cui si sono resi colpevoli i passati governanti: la lotta all’evasione tributaria. Quella vera. Quella praticata, non solo predicata. E soprattutto quella contro i grandi evasori, titolari di colossi imprenditoriali e commerciali. Gira e rigira i nomi sono spesso gli stessi: i Pastena e i Damiano. Se ci limitassimo solo alla proprietà del Castello del Borgo di Casapozzano e del Centro commerciale Fabulae già potremmo collocare i due gruppi familiari e di potere ai vertici della classifica dei Paperon de’ Paperoni di Orta di Atella. Come sempre accade chi possiede milioni di euro è colpito dalla sindrome dell’accumulazione di capitale. Chi è ricchissimo rimuove inconsciamente che nella bara marciscono anche i soldi. E quindi non si abbuffano mai.

Un esempio squallido quanto emblematico di quanto sia insaziabile l’appetito dei milionari risale ai tempi del reddito minimo di inserimento. In fila per riscuotere il sussidio c’era anche chi con la pancia piena toglieva il pane di bocca a chi non riusciva a mettere il piatto a tavola. Per la serie “dignità, questa sconosciuta”. Tra i grandi evasori ortesi spiccano proprio i Pastena e i Damiano. La famiglia degli avvocati, beneficiari di decine e decine, forse centinaia, di incarichi legali conferiti da Angelo Brancaccio, è in debito con il Comune per oltre 300mila euro. La società proprietaria del Castello di Casapozzano, di cui fanno parte la famiglia Pastena e quella Damiano, all’atto dell’apertura della struttura ha commesso una serie di illegittimità con l’obiettivo di non pagare le imposte. Il taglio del nastro del lontano 2012 è avvenuto senza l’autodenuncia all’ufficio tributi. Quando si apre un’attività (ma l’obbligo è esteso a tutti) è necessario comunicarlo al Comune per l’inserimento a ruolo delle tasse da pagare annualmente. I “padroni” del Castello non l’hanno fatto. Per colpa loro fino a circa 4 anni fa erano ignoti al Fisco. Il tutto è venuto a galla nel 2015. Pastena, Damiano e company hanno contestato l’ammontare delle cartelle esattoriali. Per fortuna c’è stato un atto interruttivo della prescrizione.

È ancora in atto un contenzioso ma grazie alle denunce di Campania Notizie e al lavoro dell’ex assessore al Bilancio Maria Grazia Zagaria l’importo di circa 300mila euro è stato finalmente messo a ruolo. Spetta ora alla triade commissariale scongiurare il rischio che il caso finisca di nuovo nell’oblio. Siamo certi che non avverrà. Le tre moschettiere Buccino, Falasca e Guerriero dovranno tenere gli occhi spalancati e la calcolatrice sempre a portata di mano anche per quanto riguarda il “Fabulae”. Il centro commerciale della famiglia Damiano ha un bel po’ di arretrati da pagare per il mancato versamento di Imu e Tasi. Una seria e credibile lotta all’evasione si effettua partendo dall’alto per poi arrivare a tutte le fasce sociali con le esenzioni per quelle più deboli.

È inaccettabile che lavoratori dipendenti a basso reddito e pensionati e imprenditori ed esercenti con piccole attività paghino le tasse mentre famiglie milionarie come quelle dei Pastena e dei Damiano si fanno beffa del Fisco. Più sono ricchi, più evadono. Così va il mondo? Dobbiamo cambiarlo.

Mario De Michele





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