I sindaci di 21 comuni del Salernitano delle aree del Sele-Tanagro-Alburni dicono no alla ipotesi di delocalizzare nel proprio territorio di competenza le Fonderie Pisano, opificio attualmente ubicato nel quartiere Fratte di Salerno. "Ribadiamo - si legge in un documento sottoscritto dai primi cittadini- la nostra contrarietà al trasferimento dello stabilimento salernitano. La presenza di Aree SIC e ZPS, nonché di oasi, parchi ed enti naturalistici di valenza regionale e nazionale, rende irrealizzabile la collocazione di industrie pesanti e dall'alto impatto inquinante nel nostro territorio". Nello stesso documento, i primi cittadini annunciano l'invio, ai competenti enti, di specifiche relazioni tecniche a testimonianza dei sistemi vincolistici insistenti sulla loro area di competenza e le conseguenti compromissioni negative, in caso di allocazione delle Fonderie Pisano, delle filiere turistiche, agricole, culturali, naturalistiche, ambientali ed enogastronomiche che caratterizzano i comprensori del Sele-Tanagro-Alburni. A firmare il documento sono stati i sindaci dei comuni di: Auletta,Buccino, Caggiano, Campagna, Castelnuovo di Conza, Contursi Terme, Calabritto, Caposele, Laviano, Oliveto Citra, Palomonte, Petina, Pertosa, Ricigliano ,Romagnano al Monte, Salvitelle, San Gregorio Magno, Santomenna, Sicignano degli Alburni, Senerchia e Valva. Lo stabilimento delle Fonderie Pisano, nello scorso mese di giugno, fu posto sotto sequestro per inquinamento ambientale prodotto, tra l'altro, per scarico di acque reflue inquinanti, gestione illecita di rifiuti speciali anche pericolosi ed emissioni nocive in atmosfera.





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