Altro che solo evasione fiscale. La cosa è ancora più seria. E scottante. L’immobile di Salvatore Gaudino, in via Bernardo Telesio, presenta gravi difformità urbanistiche. Qualcuno si starà facendo delle grasse risate: “Qual è la notizia? Siamo a Orta di Atella”. Beh, la notizia è che Salvatore Gaudino non è un “uomo qualunque”. È il padre del consigliere comunale del Pd Vincenzo Gaudino. Lo scorso 25 settembre Campania Notizie ha sollevato il caso del mancato pagamento di tasse per migliaia di euro, da parte dei suoi familiari, con la convinzione che l’esponente dell’opposizione riscontrasse la veridicità della segnalazione (clicca qui). Sicuramente lo avrà fatto e avrà detto al padre e agli altri parenti di mettersi in regola. Non sappiamo se i tributi evasi sono stati versati. Oggi, dopo accurate ricerche, affondiamo il coltello in una piaga purulenta: il palazzo presenta palesi abusi edilizi.

In base alla visura catastale sullo stabile ci era sorto il dubbio di dove fosse finito il secondo piano (mancava un sub). Abbiamo scoperto che l’intestatario del sub 5, quello fantasma, è Caterina Gaudino, sorella del consigliere comunale-avvocato. Fatta questa dovuta precisazione, come detto, il nocciolo della questione odierna riguarda le difformità urbanistiche dell’immobile. E l’elenco è lungo. Partiamo dal piano terra. C’è un aumento di volume in quanto il porticato è stato chiuso con contestuale cambio di destinazione d’uso da ufficio e porticato ad abitazione. L’incremento di cubatura riguarda l’intero immobile per la chiusura della scala. Inoltre manca la comunicazione di fine lavori e l’accatastamento dello stabile. Dulcis in fundo non è stato effettuato il collaudo.

Rispetto all’abuso a monte, tutte queste irregolarità sono bazzecole. La palazzina insiste su una zona che il Puc attualmente sospeso qualifica come “residenziale edificata di recupero urbano” (B1-2). In base allo strumento urbanistico quindi sul patrimonio edilizio esistente è prevista una preventiva verifica di legittimità. Ad aggravare una situazione già di per sé imbarazzante c’è una chiccona. A quanto ci risulta, il progettista di tutto l’ambaradan, sicuramente per quanto attiene alla trasformazione del sottotetto in appartamento, è la procace Lina Capuano. Il 5 aprile 2002 l’architetto presentò una variante alla concessione edilizia. La richiesta fu ovviamente accolta. L’anno prima c’era stata la prima variante al Prg, seguita poi da quella del 2005. Dopo la deliberazione consiliare del 1998 quelle due varianti sono i pilastri che hanno dato il via agli anni del cemento. A quei tempi la Capuano se la intendeva con Angelo Brancaccio, allora “padrone” di Orta. Il rapporto di affinità elettive è durato un decennio e più. La Capuano, che è stata anche assessore nella giunta dell’imperatore atellano, nei primi anni 2000 faceva comunella con altri due tecnici: Mimmo Iovinella, attuale consigliere comunale di Sant’Arpino, e Salvatore Compagnone (ci risulta che ha “curato” la pratica di Caterina Gaudino).

Nel periodo 2002-2007 venivano concesse varianti ai permessi di costruire e autorizzazioni urbanistiche di ogni genere. L’Utc sembrava una gelateria. Chi entrava aveva in mano una coppetta con tanto di panna formato gigante. Giro di mazzette a go-go. Il partito dei tecnici in poco tempo è diventato quello dei Paperon de’ Paperoni. Il palazzo pieno zeppo di abusi edilizi è abitato al piano terra da Salvatore Gaudino, padre del consigliere di minoranza, al primo piano vive Angelo Gaudino, fratello dell’avvocato, al secondo piano risiede Caterina Gaudino, sorella sempre dell’esponente dell’assise, mentre il sottotetto (sub 6) è in corso di costruzione. Per essere completato sarà necessario un altro permesso perché l’autorizzazione del 2002 non è più valida. Sia chiaro, e lo ripeteremo una, cento, mille volte, il consigliere Gaudino non ha alcuna responsabilità penale o amministrativa. Ha però il dovere politico, da paladino della discontinuità rispetto al passato, di chiedere all’ufficio tecnico comunale un sopralluogo immediato presso la casa di suo padre. Siamo certi che l’avvocato Gaudino si attiverà celermente. Anche perché lui è tra i firmatari della mozione consiliare (bocciata dalla maggioranza) per la revoca del Puc. I più maligni potrebbero insinuare che si trovasse in un conflitto di interessi politico-familiare.

Mario De Michele


LA PLANIMETRIA DEL PIANO TERRA

 

LA RICHIESTA DELL’ARCHITETTO CARMELA CAPUANO





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