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Se fosse un crime movie americano inizierebbe con un agente arma in pugno che direbbe così: “Mani in alto e ben in vista, polizia”. Sull’asse Sant’Arpino-Orta di Atella invece è in allestimento un film di genere splatter. Anzi di violenza estrema. Di quelli disturbanti tipo “August Underground” e i sequel. Il protagonista assoluto è Salvatore Compagnone. Coprotagonista Andrea Villano. Il regista? Più di uno. Occulti. Per ora. Poi cercheremo di svelarne i nomi. La trama è agghiacciante. Si parla del possibile incarico a Compagnone come responsabile degli Affari legali del Comune di Orta di Atella. Attualmente l’avvocato multiproprietario svolge la stessa mansione a Sant’Arpino. Il 10 settembre (nella foto in basso) il Compagnone di merende di Eugenio Di Santo, nel senso che sono legatissimi, ha chiesto al sindaco santarpinese Giuseppe Dell’Aversana il nulla osta per ottenere il trasferimento presso un altro ente. Qualcuno dice che si sente troppo sotto pressione perché non può fare in tranquillità tutto ciò che faceva prima senza avere il fiato sul collo di Campania Notizie. Niente di più falso. Nonostante le nostre battaglie per la legalità e la trasparenza amministrativa l’ultimo obbrobrio l’ha commesso pochi giorni fa interrando piante enormi sui marciapiedi davanti alla propria abitazione. E finora, nonostante non abbia ottemperato all’autorizzazione dell’Utc, nessuno ha mosso un dito. A partire dalla ormai ex segretaria comunale che ha appena lasciato la poltrona per altri lidi. Dottoressa Mariarosaria Lanzaro, per gentilezza, non ritorni. Nessuno sentirà la sua mancanza.

Riavvolgiamo il nastro del film splatter girato nei teatri di posa di Orta di Atella e Sant’Arpino. Prima di presentare la richiesta a Dell’Aversana lo scaltro avvocato Compagnone si è assicurato il via libera del sindaco ortese Villano. Come mai il primo cittadino atellano ha pronunciato il fatidico “sì”? Ammettiamo i nostri limiti. Per adesso, come detto, non conosciamo i nomi dei registi. Sappiamo che dietro le quinte ci sono state manovre politiche. Conoscendo a menadito lo storico intreccio politico-amministrativo tra i due enti e i legami personali, che risalgono ai tempi dell’impero Brancaccio, siamo convinti che dietro la macchina da presa ci siano due consiglieri comunali: il santarpinese Mimmo Iovinella e l’ortese Salvatore Del Prete (quest’ultimo com’era servizievole ai tempi della grande abbuffata, ultima foto in basso). Il primo del Pd, il secondo di Campania Libera. Entrambi legatissimi, ai tempi dell’Eldorado ortese e delle colate di cemento, proprio con l’ex re Brancaccio. Però mentre l’ex sindaco di Orta sta marcendo in galera Iovinella e Del Prete sono diventati due verginelle senza peccati. Dopo il boom edilizio hanno additato Satana e si sono convertiti sulla via di Damasco. Dio li ha perdonati. Purtroppo anche la giustizia terrena. Per ora lasciamo stare i registi. Torniamo alla trama del thriller movie. Nell’ultima riunione di maggioranza Villano ha messo sul tavolo la sua intenzione di avvalersi di Compagnone. “Mi serve un responsabile degli Affari legali affidabile”, ha detto il sindaco ortese. Poi ha fatto il nome dell’avvocato e lui stesso ha trattenuto a stento le risa e si è corretto: “Un responsabile esperto”.

Sull’affidabilità nutriamo molti dubbi. Sull’esperienza nulla da dire. Però spesso il troppo storpia. E Compagnone è troppo esperto. Soprattutto di cose ortesi. Dal 2002 al 2004 (nelle foto in basso) ha ottenuto quattro corposi incarichi come consulente legale dell’ente. Chi fece cadere la manna dal cielo? Il dio Brancaccio, ovviamente. Una pioggia di soldi sborsati dal Comune di Orta e finiti nelle tasche di Compagnone. Andiamo nel dettaglio. Dal primo maggio al 31 dicembre 2002 l’attuale funzionario di Sant’Arpino si mise in saccoccia 775 euro mensili oltre Iva. Per tutto il 2003 banchettò sempre con 775 euro al mese più Iva. Anche il 2004 fu un anno d’oro con lo stesso trattamento con i guanti bianchi del 2003: ben 775 euro oltre Iva per 12 mesi. Idem per il 2005: l’avvocato “praticante” arraffò 9.300 euro più Iva. Come diceva Totò è la somma che fa il totale. Sapete quanto si è pappato Compagnone in 4 anni di fila di consulenza legale presso il Comune di Orta di Atella? La bellezza di 34.100 euro oltre Iva. Per Brancaccio, gallo dalle uova d’oro, erano briciole. Un lavoratore comune mortale, a quei tempi, ci campava anche due anni, se non di più. Per Compagnone quei soldi erano solo, si fa per dire, un extra.

E qui la trama del film snuff si infittisce. Durante il quadriennio 2002-2005, come tuttora, l’avvocato era dipendente comunale di Sant’Arpino. Per lavorare in contemporanea anche presso un altro ente avrebbe dovuto avere il nulla osta dell’amministrazione di appartenenza. Ma l’allora sindaco Giuseppe Savoia non autorizzò Compagnone. Tanto è vero che il primo cittadino santarpinese avviò anche ben due procedimenti disciplinari a carico del funzionario. Qui il film diventa un mystery. Quei due provvedimenti disciplinari sono scomparsi. Finiti in cenere? Pur senza carte alla mano chiameremo a testimoniare Savoia che dirà se riportiamo fatti veri o propaliamo bugie. Da quanto emerge quindi le consulenze legali di Compagnone erano illegali. Ecco il Surrealismo stile Bunuel-Dalì. La legalizzazione dell’illegalità ad Orta di Atella non è un ossimoro. Però anche alle schifezze c’è un limite. Come si può pensare di affidare l’area Affari legali a Compagnone? L’unico doveroso provvedimento che dovrebbero adottare Villano e company è la richiesta di risarcimento dei 34.100 euro oltre Iva incassati dall’avvocato senza il nulla osta del Comune di Sant’Arpino. L’amministrazione di Orta di Atella non avrebbe dovuto sborsare la cospicua cifra per una consulenza legale che era illegale già in partenza. Sindaco Villano “mani in alto e ben in vista, polizia”. Fine. Titoli di coda.

Mario De Michele






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