Ad agosto si chiude per ferie. Chi può permetterselo va in vacanza dopo un anno di lavoro. Per chi resta nelle città non mancano disagi. Bar, pizzerie, tabacchini, negozi abbassano le serrande. A volte è più facile trovare un tesoro che prendere un caffè. Ma è giusto così. Le ferie non si negano a nessuno. Fin quando sono esercizi privati ognuno ha il diritto di fare ciò che vuole. Per legge le cose cambiano quando si tratta di servizi pubblici. Esempio: un ufficio comunale non può essere chiuso perché i dipendenti sono in ferie (o eventualmente in malattia). Vi starete dicendo: che banalità! È ovvio. In nessuna parte del mondo potrebbe chiudere i battenti un ufficio comunale. Non siete mai stati a Sant’Arpino, dove sono in vigore altre norme. Illegali. Eppure per ben due volte per i cittadini non è stato possibile accedere all’ufficio tributi. Il 23 agosto e stamane la porta era sbarrata. Quelli che operano in Borsa direbbero due venerdì neri per i contribuenti che hanno perso parte del loro tempo per recarsi in municipio boccheggianti per l’afa. Se la settimana scorsa ha prevalso la santa pazienza stamattina è scoppiata una legittima protesta. Decine di cittadini si sono ritrovati di fronte a una porta cadente (che vergogna) chiusa con la scritta “Chiuso” su un foglio volante (nelle foto inviate dai cittadini). Sotto il disegno di una stretta di mano. Per la serie: vi prendiamo pure per il culo. Se non c’è nessuno a chi stringi la mano? Per non parlare di un altro avviso: “Attenzione agli scalini”. Ma è uno scherzo? In sostanza l’edificio comunale non è messo in sicurezza. E sono presenti barriere architettoniche. Ma torniamo alla chiusura estiva dell’ufficio tributi. Giustamente inferocite le decine di persone hanno raggiunto l’ufficio del sindaco Giuseppe Dell’Aversana per manifestare le proprie rimostranze.

Del sindaco nemmeno l’ombra. Non c’era. In ferie anche lui? Sembra di no. Però quando è stato al fresco del mare ci ha deliziati con una lirica in versi sciolti. Rispetto a lui Montale è una “pippa” di poeta. Ecco la toccante poesia pubblicata su Fb: “Guardano le onde come foto ricordo. Sanno sentire l’eco dell’eternità dal suono del mare. I vecchi si immergono al tramonto per tornare bambini”. Ma quale immersione? E quale tramonto? Alcuni anziani stamattina presto sono andati a piedi al municipio per tentare di farsi ricevere dai dipendenti dell’ufficio tributi. L’area che si occupa delle tasse comunali è composta da 4 dipendenti. Tutti assenti. Si presume tutti in ferie. Ma pure se non fosse così chi di dovere avrebbe dovuto garantire sempre e comunque il servizio pubblico ai cittadini, al limite impiegando personale di altri uffici. “Chi di dovere” risponde al nome del segretario comunale Mariarosaria Lanzaro. È lei che, se l’assenza simultanea è stata causata dalle vacanze concesse ai dipendenti, ha stilato un Piano ferie campato in aria. È sempre lei che, se qualcuno del personale in servizio era in malattia, non è intervenuta per impedire l’interruzione di un pubblico servizio. A proposito: la Lanzaro stamane dov’era? Boh. Al municipio no di certo. Meglio l’abbronzatura.

Non c’era nemmeno uno straccio di assessore. Il vicesindaco Caterina Tizzano forse stava facendo una passeggiata sul cavallo di Zorro. Ernesto Di Serio era impegnato in qualche progettino per i suoi compaesani-clienti. Il maialino nero Salvatore Lettera si tuffava a mare, in quel di Maratea, dal suo yacht privato di 30 metri acquistato in comproprietà con Massimo D’Alema. Loredana Di Monte era impegnata nell’acquisto di una nuova sedia (l’altra, quella a cui andò la nostra solidarietà, è deceduta dopo una lunga agonia) o forse si è recata in un negozio di giocattoli per comprare Peppa Pig a qualche sua nipotina. L’unico giustificato è l’assessore ai Grandi Magazzini Giovanni D’Errico. Il venerdì si svolge la fiera settimanale. In mattinata era al mercato carico di buste della spesa stracolme.

Mario De Michele

 

 





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