Da quando nelle amministrazioni locali succedono cose da pazzi, ultimamente sempre più, faccio ricorso con maggiore frequenza al mio dizionario enciclopedico Treccani, acquistato a rate dai miei genitori (li ringrazio ancora) quando avevo 16 anni. Stare dietro, da cronista, alle scelte cervellotiche di sindaci e assessori nostrani implica il rischio di perdere il senso della realtà. E soprattutto delle parole. Quando ho la sensazione di vivere nel mondo all’incontrario, dove il “normale” è “anormale” e viceversa, mi rifugio nel mio enorme Treccani cartaceo (13 tomi grandi così). Prima di poggiare sulle gambe il mio macbook e di accingermi a scrivere questo articolo ho aperto il tomo del vocabolario che va dalle lettere “Deu” a “Forf”. L’ho sfogliato e mi sono fermato alla voce Discontinuità. Ecco il significato: “Mancanza di continuità, interruzione nel tempo o nello spazio; anche in senso fig., di cosa che non sia continua, coerente, unitaria nelle sue manifestazioni o qualità rispetto al passato”. In riferimento alle decisioni politico-amministrative potremmo dire così: si è discontinui nel vero senso della parola se ci si comporta e si adottano scelte che non hanno nulla a che vedere con chi c’era prima e con il modo di agire di prima. Tutti d’accordo? Se avete risposto sì dovrete, volenti o nolenti, convenire con me che o il sindaco Giuseppe Dell’Aversana non rappresenta la discontinuità rispetto al passato o non conosce il significato del termine discontinuità o non possiede il dizionario enciclopedico Treccani. Non si scappa. Ve lo dimostro. Carte alla mano. Con la determina n. 66 del 29/11/2017 il Comune di Sant’Arpino nell’ambito dei lavori di realizzazione di 144 loculi al cimitero ha rimodulato il quadro economico post gara. Mi scuserete il gioco di parole, ma cosa ha determinato la determina? L’affidamento di un incarico professionale all’architetto Salvatore Del Prete “Soldinus “Magò”, maggiordomo politico di Angelo Brancaccio e neo consigliere comunale di Orta di Atella. Quanti soldini vanno nelle tasche di “Soldinus”? Ben 7.700 euro in qualità di responsabile della sicurezza.

Potreste rintuzzarmi: beh, cosa c’entra quest’incarico con le passate amministrazioni targate Eugenio Di Santo? C’entra, eccome. Non è la prima volta, tutt’altro, che il buon Del Prete “Soldinus Magò” ottiene un cospicuo incarico dal Comune di Sant’Arpino. Iniziamo col tratteggiare fugacemente il volto demoniaco di Del Prete. È stato per molti anni il segretario personale e politico di Brancaccio, il suo più fedelissimo cortigiano. Con lui l’ex sindaco di Orta si è spartito sonno e grossi pezzi del territorio ortese. Del Prete “Soldinus Magò” vanta nel suo lungo curriculum anche la qualifica di “misuratore di mocassini”. Si racconta, con tanto di testimoni oculari, che una volta Brancaccio entrò in un negozio di scarpe di via Mazzini a Caserta. Al suo seguito c’era l’onnipresente Del Prete. Il fido factotum costatando prontamente la difficoltà anatomica del “panzuto” Brancaccio a piegarsi per calzare le scarpe (usava solo mocassini) si inginocchiò ai suoi piedi per aiutarlo a misurarle. Al che la commessa lo redarguì garbatamente: “Egregio signore, ci siamo qui noi per questo”. È solo un assaggio. In altre occasioni parleremo più diffusamente delle doti professionali di Salvatore Del Prete “Soldinus “Magò”.

Quello che ci interessa ora è che il polivalente architetto ha intascato soldi pubblici dei santarpinaesi anche e in gran quantità durante la gestione Di Santo. Erano i tempi in cui l’ex sindaco aderì all’Udc. A quell’epoca anche Del Prete era un esponente del partito di Domenico Zinzi. “Soldinus Magò” approdò all’Udc con il suo nuovo “padrone politico” ortese, Carmine Vozza il “Collocatore, che grazie a Brancaccio fece ottenere un posto di dipendente al Comune di Orta di Atella al genero Carlo Mozzillo e uno sempre “fisso” alla figlia Natalia Vozza all’Arpac Campania. Oggi, uno come Del Prete ce lo ritroviamo come responsabile della sicurezza nella fase di realizzazione dei loculi al cimitero comunale di Sant’Arpino. Alla faccia della discontinuità! Illustre sindaco Dell’Aversana, per curare i malati cronici affetti dai vizi politico-amministrativi del passato (imbrogli e ruberie) serve una terapia efficace. E soprattutto la Farmacia giusta. Così come, me lo consenta, non si può parlare di legalità e trasparenza pulcinellamente…

Mario De Mario

 

 





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