“Tu sei quello che fai, non quello che dici di fare”. Carl Gustav Jung, padre della psicologia analitica, assumerebbe… Carlo Vozza il “Collocatore” come caso clinico-politico per eccellenza. Il professore di matematica “ciucciarello” in italiano figura con gran merito tra i politici, forse è il number one, impeccabili nel predicare bene e ineguagliabili nel razzolare male. A chiacchiere sventola il vessillo dell’anti Brancaccianesimo, nei fatti è stato componente, con un ruolo di primissimo piano, della Cupola politico-affaristica capeggiata dal boss-ex sindaco di Orta di Atella. E da quella gestione scellerata, clientelare e criminale Vozza il “Collocatore” ha tratto enormi benefici, ovviamente solo per sé, o meglio soltanto per la sua famiglia. Il bandito Brancaccio, il mostro di Firenze rispetto a lui è un agnellino, ha truccato un concorso comunale per far assumere il genero Carlo Mozzillo (pardon, lo è diventato casualmente dopo) al Comune e ha “sistemato” la figlia Natalia all’Arpac. Due posti “sicuri” a tempo indeterminato che i tanti disoccupati ortesi non si sognerebbero neanche la notte. Invece per Vozza il “Collocatore” è stato un gioco da ragazzi garantire il futuro dei propri parenti. Gli è bastato vendere l’anima al Diavolo Brancaccio. Lo stesso Diavolo dal quale da qualche anno, per la precisione poco dopo aver incassato i due posti di lavoro, il professore di matematica “ciucciarello” in italiano ha preso le distanze.

In verità ha fatto di peggio. Facendo proprio il motto del ministro nazista Goebbels, secondo cui la bugia ripetuta più volte diventa verità, si è rifatto mentendo sapendo di mentire una “verginità politica”. Si è preso gioco di tantissimi cittadini perbene e di altrettante persone con la memoria corta. Peccato, per Vozza il “Collocatore”, che “verba volant, scripta manent”, vista la poca dimestichezza con la lingua italiana gli traduciamo per sicurezza la frase latina che vuol dire “le parole volano, le cose scritte restano”. Resta indelebile la sua firma, ai tempi in cui era un esponente di spicco dei Ds, in calce a un documento politico di pieno sostegno e solidarietà a Brancaccio e contro il commissariamento della sezione ortese deciso dai vertici nazionali, regionali e provinciali del partito dopo l’arresto dell’allora consigliere regionale scattato l’8 maggio 2007. Resta indelebile nella memoria la partecipazione in prima fila di Vozza il “Collocatore” alla fiaccolata a favore del “perseguitato politico” Brancaccio. E resta impressa sulla carta (scripta manent) la sua adesione all’Udeur assieme al nutritissimo gruppo dei brancacciani, che per protesta abbandonarono i Ds.

Ecco tutti i nomi del direttivo dell’Udeur di Orta di Atella guidato dal segretario Dario Santillo e costituito il 23 ottobre 2007. Oltre a Vozza il “Collocatore ne facevano parte Ermanno Guida, Salvatore Mozzillo, Maria Rosaria La Bella, Mariano Indaco, Gabriele Misso, Francesco Grassia, Tania Brancaccio (figlia della Bestia), Rocco Russo (neo consigliere comunale), Giovanna Ciaraffa, Roberto Santillo, Nicola Arena (ex sindaco), Eduardo Indaco (promotore di Noi Ortesi) , Eleonora Misso (ex assessore), Michele De Micco (ex consigliere), Carmen De Cristofaro, Andrea Lampano, Massimo Russo (ex consigliere comunale), Luigi Cirillo, Francesco Del Piano, Massimo Cirillo, Pietro Mozzillo, Pasquale D’Ambrosio, Antonio Margarita, Pasquale Del Prete, Giuseppe Lamberti, Arcangelo Franzese e l’immancabile Francesco Piccirillo “Pinocchio”, portaborse-addetto stampa-assessore-uomo di fiducia di Brancaccio. Da inimitabile orditore di trame politiche sottobanco Vozza il “Collocatore” faceva parte anche della delegazione che aveva il compito di dare vita a un nuovo tavolo organico di centrosinistra che comprendesse le segreterie di Udeur, Sdi, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Ds e Nuovo Psi. Mai scelta fu così azzeccata. Quando si trattava e si tratta di fare accordi su poltrone e spartizioni il professore di matematica “ciucciarello” in italiano era ed è imbattibile. Era ed è l’uomo giusto al posto giusto. Anzi nei posti giusti. Quelli del genero e della figlia.

Mario De Michele

(continua…)

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