Emergono i primi nomi di politici e imprenditori coinvolti nell'inchiesta che questa mattina ha portato all'esecuzione di 71 misure cautelari con l'accusa di corruzione e turbativa d'asta con l'aggravante di aver favorito il clan dei casalesi. Tra i politici coinvolti ci sono il consigliere regionale Pasquale Sommese e vari sindaci del casertano tra cui anche quello della città normanna Enrico De Cristofaro.  Secondo quanto comunicato dalla Gdf politici, imprenditori, docenti universitari, e faccendieri coinvolti nell'inchiesta odierna avrebbero favorito a vario titolo ditte riconducibili al clan Zagaria.

Il sindaco di Aversa è indagato nella qualità di ex presidente dell'Ordine degli Architetti di Caserta. Tra i destinatari delle misure cautelari figura anche l'imprenditore Alessandro Zagaria, ritenuto legato al clan del boss omonimo. Agli arresti inoltre Raffaele De Rosa, fratello dell'attuale sindaco di Casapesenna, l'ex presidente della comunità montana del Matese Fabrizio Pepe, l'ex consigliere regionale Udc Angelo Consoli. Nel mirino degli inquirenti sono finiti 18 appalti concessi tra il 2013 e l'inizio del 2016 da vari comuni del Casertano, come Alife, Francolise, Riardo, tra cui lavori per ristrutturazioni di importanti immobili storici; tra gli indagati soprattutto professionisti, come ingegneri e architetti componenti delle commissioni di gara nominate dai vari Comuni responsabili dell'affidamento dei lavori, che, secondo i magistrati della Dda di Napoli, finivano quasi sempre a poche ditte, alcune collegate al clan Zagaria. L'indagine ruota attorno alla figura dell'ingegnere Guglielmo La Regina, anche per questo è stata denominata "The Queen"; lo stesso Gip parla di "sistema La Regina". L'inchiesta rappresenta una tranche di quella che nel 2016 portò in carcere l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro per presunta corruzione in relazione ai lavori dello storico palazzo Teti Maffuccini; anche allora furono arrestati La Regina e l'imprenditore Alessandro Zagaria, raggiunto da una nuova misura cautelare. Un ruolo centrale per l'accusa lo hanno le dichiarazioni di Loredana De Giovanni che sta raccontando ai magistrati l'esistenza di un sistema di tangenti per truccare gli appalti.

Coinvolti anche alcuni ex sindaci del napoletano, da Domenico Giorgiano (Pd), ex primo cittadino di San Giorgio a Cremano, a Claudio D'Alessio (Pd), ex sindaco di Pompei, e del casertano come Ferdinando Bosco, ex primo cittadino di Casapulla, e Adele Campanelli, soprintendente archeologica della Campania,





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