Con Pina Picierno è sempre la stessa storia. E lei vorrebbe che si ripetesse anche in occasione delle europee. Quando si candida deve essere eletta. In un modo o nell’altro. Mai per merito suo. Sempre grazie agli altri. Anzi a lui: Dario Franceschini. Che per la deputata casertana è San Franceschini, il suo santo nel Paradiso della politica. È lui che miracolosamente le fa srotolare davanti lunghi tappeti rossi per condurla senza sforzi (per lei) in Parlamento. La prima volta la chiamò a Roma con un cenno della mano, nominandola. La seconda volta attraverso parlamentarie “pilotate” sempre dalla Capitale. Un film visto e rivisto. E col finale scontato: la Picierno viene sempre eletta. Anzi, è “l’eletta”. Di Franceschini, ovviamente. Ma se alle elezioni politiche ha giocato sul velluto grazie a quella schifezza del Porcellum (l’Italicum è anche peggio), la partita delle europee prevede tutt’altre regole. Alla base del gioco per conquistare l’Europarlamento c’è una regola in particolare che provoca l’orticaria alla deputata casertana: il voto di preferenza. È un’allergia incurabile.

Non c’è nulla fare: se dipendesse da lei non prenderebbe un voto neanche facendo tripli salti mortali carpiati. Niente. Lei e le preferenze sono come il diavolo e l’acqua santa. La Picierno lo sa. E di fronte alla prospettiva di candidarsi alle europee ha pensato bene di trovare un rimedio efficace, il solito: essere eletta standosene in poltrona, grazie alla longa manus di Franceschini, che evidentemente quando si tratta della Picierno non riesce proprio a tenere le mani a posto. La parlamentare infatti ha dato la sua disponibilità a scendere in campo, ma giocando sempre con lo stesso modulo: cioè facendo da spettatrice mentre gli altri giocatori sudano sette camice per farle vincere la gara elettorale. In altre parole la Picierno prima di accettare la candidatura ha chiesto la garanzia di essere sponsorizzata da Roma, direttamente da Matteo Renzi. Ma stavolta la trama di quel film scontato che abbiamo già visto tante volte è stata stravolta dal presidente del consiglio. Che le ha risposto: se vuoi la bicicletta pedala. Che in renziano vuol dire: se vuoi essere eletta “devi” conquistarti i voti. Non sia mai. Offesa e abbandonata, la Picierno è ritornata nei ranghi. E ha rinunciato al sogno di essere nuovamente eletta senza alcuno sforzo. E soprattutto senza alcun voto. Suo.

Mario De Michele





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