L’appetito vien mangiando. Per conferma chiedetelo a qualche ex amministratore ortese che con la destrezza del più esperto del prestigiatore dell’universo, nel caso di Orta è più calzante parlare di mago, ha fatto sparire i soldi “neri” frutto di incarichi professionali affidati a tecnici prestanome per redigere i progetti per la realizzazione di alcuni parchi. Nel caso del parco Oliteama il mago, all’occorrenza anche devoto infermierino dell’allora Imperatore Angelo Brancaccio (“Angiulì, hai preso la compressa per la pressione?”) ha fatto volatilizzare la modica cifra di 400mila euro Li ha messi nel cappello a cilindro e al posto dei soldi ha fatto uscire un cetriolo bello grosso che, come sempre accade, è finito nel fondoschiena dei cittadini. In politica, purtroppo un piatto tira l’altro. E la grande abbuffata è presto servita. Per me, fin fa adolescente accanito lettore, una pagina tira l’altra. E la lettura notturna della favola su tale Rosa Minichinus (leggi l’articolo), scritta da Gneo Nevio, mi ha talmente appassionato da impedire al sonno di prendere il sopravvento. “Leggine un’altra”, mi diceva una vocina interna. Ovviamente l’ho ascoltata e ho letto un’altra Fabula Atellana sempre ad opera di Nevio. Stavolta il protagonista è un personaggetto, un certo Pulcinus Pius Capassus. Oggi lo chiameremmo il Pulcino Pino. Un giovanotto che in vita sua non potrà mai ricorrere alla famosa massima di Giulio Andreotti: “Sono di media statura ma non vedo giganti attorno a me”. Al cospetto del Pulcino Pio chiunque sarebbe un gigante sul piano amministrativo. Come in ogni Fabula Atellana la farsa si basa proprio sull’inconsapevolezza di Pius Capassuss dei suoi enormi limiti. E della sua bassissima statura politica. Ritenendosi all’altezza(?) del compito, il Pulcino Pio si candida per un posto nel consiglio comunale dell’Antica Atella. Scende in campo, si fa per dire in quando cammina già quasi rasoterra, in una lista improvvidamente denominata Animus (ci vuole davvero Coraggio per candidare un giovane politicamente piccolo piccolo) , all’interno di una coalizione a sostegno dell’aspirante primo cittadino Andrea Villanus (finora Villano di nome ma non di fatto, in seguito staremo a vedere). Già a prima vista il Pulcino Pio non si mostra per nulla all’altezza del compito di amministratore locale. In campagna elettorale non si sofferma mai sui punti programmatici. Non è ha bisogno. Pius Capassus infatti si mette totalmente nelle mani, quasi da far sorgere il dubbio che ne sia ostaggio, ora e in futuro, dello zio Giovannis Sorvillus e della zia Rosaria Autieris. Sorvillus è un volto antico perché ha fatto politica ai tempi della mitica Rosa Minichinus. La Autieris ha il merito ineguagliabile di aver fatto parte della passata giunta Mozzillis, che ha lasciato un ricordo indelebile in tutti i cittadini ortesi. Rosaria Autiersi si è conquistata anche l’affettuoso nomignolo (coniato da Campania Nuntia, oggi Campania Notizie) di assessore “fifty-fifty” perché condivideva, in parti uguali, i ragionamenti politici, amministrativi e contabili relativi al suo incarico con Arturus Vislinus. Anche questa Fabula Atellana mi ha lasciato con l’amaro in bocca. Ho pensato tra me e me: l’amministrazione di Orta di Atella potrebbe passare da Padre Pio al Pulcino Pio. Che bassezza. Ed è tutto dire.

Mario De Michele

 





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