“Abbiamo appreso dalla stampa cittadina che al comune di Aversa è arrivata un’altra richiesta di costituzione di parte civile nell’ambito dell’inchiesta The Queen. Questa volta, però, chi governa la città l’ha lasciata a marcire in qualche cassetto. Un atteggiamento che conferma che su questo tema non si sta facendo l’interesse generale della città ma quello di un singolo”. Così il gruppo consiliare del Partito democratico ad Aversa composto da Marco Villano, Elena Caterino, Paolo Santulli e Alfonso Golia. “Quanto ricostruito - aggiungono - è molto grave. Vorremmo sapere da chi di dovere perché è stata ignorata la richiesta del 29 agosto avente numero di protocollo 28259. E’ chiaro che dopo il clamore suscitato della delibera del 15 giugno, con cui si dava parere negativo alla richiesta della Procura del 28 aprile, la l’amministrazione comunale ha cercato di evitare ulteriori imbarazzi e clamore mediatico ma lo ha fatto nel modo sbagliato. E meno male che a chiacchiere si professano un’amministrazione trasparente”. "La nuova richiesta - spiegano nel merito - fa cadere le pregiudiziali, che tra l'altro per noi sono senza alcun tipo di fondamento, addotte dalla maggioranza per eludere il confronto in consiglio comunale. Inoltre, se il comune non è parte lesa come mai la magistratura reitera la richiesta? E' chiaro che anche la scusante da loro addotta, ossia che il bene è ceduto all'Adisu, si sbriciola come un castello di sabbia." “A fronte di questo inaccettabile modo di gestire la questione il Partito democratico continuerà la sua battaglia - spiega il segretario cittadino Francesco Gatto. Abbiamo deciso di convocare una riunione del direttivo d'urgenza per decidere le prossime iniziative da mettere in campo”.





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