L’agricoltura torna a fare i conti con il clima impazzito e le gelate fuori stagione. Ieri notte, nonostante la primavera inoltrata, un’ondata di freddo ha colpito anche la Campania. La colonnina del termometro è scesa anche due gradi sotto lo zero. Lo segnala la Coldiretti, che in queste ore continua a monitorare la situazione su tutto il territorio regionale. Si segnalano, in particolare, forti gelate tra Napoli e Caserta, nell’agro aversano, nel giuglianese, nella fascia pedemontana di Caserta. Danni anche ai vigneti in alcune zone della valle telesina nel beneventano. Colpiti in particolare gli ortaggi, patate e pomodori soprattutto, con una previsione di circa il 40% di danni. Danni ingenti anche alle mele annurche nel casertano, che si trovano nella delicata fase di formazione del frutto. Nell’agro aversano gli agricoltori stanno già fresando i terreni per ricominciare a piantare e tornare in produzione. Si teme per gli uliveti. Le prossime ore – spiega Coldiretti – saranno determinanti per misurare l’entità del danno. Se questa notte le temperature dovessero di nuovo crollare, la conta dei danni potrebbe essere davvero pesante per l’agricoltura. L’effetto devastante delle gelate può essere accentuato o mitigato da fattori contingenti come umidità e vento. Lo stress termico, oltre a distruggere le colture, può danneggiarle anche parzialmente e influenzarne la maturazione finale. “Purtroppo ci ritroviamo ogni anno – aggiunge Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania – a fare i conti con condizioni profondamente mutate del clima. Ai problemi oggettivi che la nostra agricoltura si trova a combattere come la concorrenza sleale e le truffe, si aggiunge un avversario imprevedibile con cui ormai convivere. I mutamenti climatici scaricano sull’agricoltura tutta la violenza, mettendo le aziende in ginocchio dalla sera alla mattina. Per questo è importante investire sulle assicurazioni, che devono essere parte integrante della spesa pubblica e privata. A supporto del sistema assicurativo può tornare utile ampliare il sistema di monitoraggio meteo, sia in forma preventiva che per l’accertamento del danno. Esiste una rete di centraline pubblica molto ramificata, per esempio dei Consorzi di bonifica, che potrebbe essere messa a sistema e utilizzata per la raccolta dei dati prima e dopo”.





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