Dopo la nota inviata al Ministro dei Beni Culturali (anche alla attenzione Direttore Generale Archivi) e l‘incontro tenuto da una delegazione casertana al MIBACT prima dell’estate, in merito alla annosa ed assurda vicenda dell’Archivio di Stato di Terra di Lavoro c’è stata una sola novità di natura burocratica: la nomina di un nuovo responsabile pro tempore nella persona dello stesso direttore del Minestero Gino Famiglietti.
Intanto la fondamentale struttura per l’identità e la memoria storica della nostra terra continua a versare in condizioni di abbandono e di precarietà. Gli uffici delocalizzati nei locali della Reggia continuano a rimanere chiusi al pubblico ed ai ricercatori. I locali che dovevano essere ristrutturati per accogliere una parte del materiale documentale rimangono vuoti, in attesa delle procedure tecniche per avviare i lavori di consolidamento. Ma quel che è peggio si continuano a pagare a privati fitti salati per la vecchia sede decentrata, di cui non si hanno più notizie sulle reali condizioni di tenuta e di sicurezza del ricco patrimonio e materiali di documentazione di importanti enti e strutture della nostra Provincia (a partire da quelli della stessa Prefettura). Abbandonati al loro destino in uno stabile inadeguato ed in spazi che sono a rischio ed esposti, come hanno ben documentato alcuni giornali locali.
Dall’altro lato vanno avanti molto a rilento i lavori di ristrutturazione dell’ex Emiciclo, che dovrebbe diventare la sede definitva dell’Archivio. Vennero iniziati nel lontano 1995, ma a causa di una serie di vicissitudini, con denunce varie ed anche un ricorso alla Corte dei Conti, siamo solo al I stralcio del progetto del 1999. Di frontre a questa situazione comincia a sorgere la preoccupazione che la sede della ex Pollio non sia una proposta valida, visti i tempi biblici che occorrono per il suo completamento.
Di fronte a questa situazione come Comitato pro Archivio ci riuniremo venerdì 19 ottobre per fare il punto e decidere le nuove inizaitive da prendere, per rilanciare l’attenzione su uno scandalo senza fine e su una vergogna senza pari per il Governo e per le istituzioni locali. Personalmente ritengo incomprensibile  che il Comune ed anche la Provincia finora non abbiano speso una parola in merito. Rimangono silenti e distratti su una questione di vitale importanza. Qualcosa dovrebbe fare anche la Prefettura, che è uno degli enti maggiormente interessati alle sorti dell’Archivio. A mio avviso con urgenza bisogna chiedere al nuovo Commisario come si sta muovendo per ripristinare le condizioni minime di agibilità e di fruizione della struttura, a partire dalla unificazione della parte di Archivio che storicamente è rimasta allocata e gestita in modo improprio (e non conforme alla normativa) dalla Direzione della Reggia.

 

 





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