Dopo due anni di rumorosa assenza torna il Festival, tra i più longevi della Campania, e “mette alle corde” Casertavecchia, che dal 2 al 6 settembre si trasformerà in un vero e proprio “Borgo delle Chitarre”, nel ricordo di Fausto Mesolella, scomparso improvvisamente il 30 marzo scorso. Oggi, nella Sala Giunta di Palazzo Castropignano, il sindaco di Caserta Carlo Marino ha svelato il ricco cartellone dell’attesa manifestazione; presenti l’Assessore comunale agli Eventi Emiliano Casale; il Presidente di Confindustria Caserta sezione Turismo Vincenzo Moriello, il Presidente della Camera di Commercio di Caserta Tommaso De Simone; uno degli storici fondatori del festival, Michele De Simone; l’attore Massimo Lopez, grande amico di Fausto Mesolella. Trattenuto da altri impegni ma convinto sostenitore di ‘Settembre al Borgo’ l’assessore regionale al Turismo Corrado Matera, che ha fatto giungere alla Rassegna il suo personale “in bocca al lupo”: “Sarò in prima fila ad assistere agli spettacoli”, ha assicurato. “La valorizzazione dei beni culturali e dei tesori di Caserta passa per l’identità e la comunità – ha esordito il sindaco Marino – e non può prescindere da Casertavecchia, che narra storie oltre la Reggia insieme alla Reggia. Allo stesso modo l’omaggio a Mesolella è in sé identità: sono felice che questo ritorno sia così qualificante. Ringrazio la Regione, i consiglieri di maggioranza e opposizione, in particolar modo Gianpiero Zinzi che ci ha dato una grande mano, e la comunità di Casertavecchia, il ceppo originario della storia e dalla cultura della nostra città”. Una 45esima edizione interamente dedicata al casertano Fausto Mesolella, chitarrista e compositore, storico componente della Piccola Orchestra Avion Travel, che vedrà musicisti ed artisti cimentarsi in “concerti straordinari”, inediti e gratuiti. “La volontà di garantire l’ingresso libero a tutti gli spettacoli – ha spiegato l’assessore Casale – è una grande sfida ma è dettata dalla volontà di aprire a tutti le porte di Casertavecchia, che sarà presidiata da uno speciale servizio d’ordine e di contrasto a ogni forma di abusivismo, anche negli angoli più nascosti e meno noti del Borgo”. Durante i giorni del festival sarà inoltre realizzato un docufilm per la regia di Luigi Scaglione. Collabora al progetto anche la Pro loco Casertantica che curerà, ogni sera alle 19, i percorso guidati nel Borgo. Tanti i palcoscenici e altrettante le “linee” del progetto, firmato da Casimiro Lieto: “MUSICA DA VEDERE” in Largo Castello, dove si esibiranno giovani promesse della chitarra; “VISIONI SONORE IN UN INTERNO NOTTE” nella Chiesa dell’Annunziata, che ospiterà una “arpa di luce”, un’istallazione artistica interattiva e luminosa; “INCONTRI AL TRAMONTO” nel Giardino della Cattedrale, dove ascoltare nuovi e vecchi maestri del blues alternati a grandi chitarre del mondo; “TRA LE CORDE DELLA MUSICA” nel Duomo, per gli amanti della “classica” e del “talento”; “VOCI DELLA RIBALTA” in Piazza Vescovado, che unirà folk e pop, tradizione e ricerca, e “CHITARRE IN MOVIMENTO” nei vicoli del Borgo, tra piccole serenate e dediche a richiesta del Simone Magliozzi Trio, un gruppo gipsy – manouche di grande impatto e coinvolgimento. Ogni sera una ritmata sequenza di appuntamenti, incontri, fusioni di generi e di esperienze convertirà il sito medievale in un’oasi sonora per celebrare il talento e la generosità di Fausto Mesolella. Si comincia sabato 2 settembre nel Duomo, con un’emozionante performance del cantante Raiz, leader degli Almamegretta, che con Mesolella aveva formato un eclettico duo, e dell’attore Marco D’Amore, che Mesolella aveva coinvolto in un tour per un esperimento a metà tra teatro e letteratura. A seguire, dopo un omaggio al tango di Mariemma Porto e Salvatore Biondi sulle note di un “classico” del chitarrista casertano, la proiezione del film “Suonerò fino a farti fiorire”, opera di musica e poesia, ispirata ad uno degli ultimi album di Mesolella, e l’esibizione dei Nantiscia, gruppo di musica popolare, di cui fa parte anche Ferdinando Ghidelli, che aveva accompagnato Mesolella nei suoi concerti. Gran finale in Piazza Vescovado con la “cantattrice” Teresa De Sio ed il suo inconfondibile folk d’autore. Si riprende domenica 3 settembre con una giornata speciale. In mattinata, largo alle irresistibili melodie del gruppo etnico Taranterrae in Piazza Vescovado e all’ “intervista impossibile” della giornalista Francesca Nardi alla Contessa di Caserta Siffridina nel Duomo: una viaggio del passato al futuro, da leggere con le chiavi del presente. Nel pomeriggio, tre momenti imperdibili: in Piazza Vescovado, il “duello” a colpi di note tra il genio del violino Alessandro Quarta, eccellenza italiana nel mondo, e l’energia dei Bottari della Cantica Popolare; nel Giardino della Cattedrale, l’incontro tra il più grande interprete europeo del fado portoghese, Marco Poeta, ed il chitarrista casertano Luca Mantovanelli; mentre nel Duomo la maestria dell’israeliano Avi Avital, tra i massimi virtuosi del mandolino di tutti i tempi ed acclamata star delle “concert hall” internazionali. Protagonisti della serata, in Piazza Vescovado, il poliedrico artista calabrese Peppe Voltarelli, il cantautore napoletano Joe Barbieri e la splendida voce di Nunzia Carrozza, che si alterneranno sul palco fino all’arrivo di Eugenio Finardi e del suo rock ribelle. Si prosegue lunedì 4 settembre nel Giardino della Cattedrale con il confronto tra uno dei più famosi chitarristi italiani di flamenco, Daniele Bonaviri, e il bluesman casertano Lello Panico, e nel Duomo con “la chitarra che sorride” di Armando Corsi, che dividerà la scena con Michele Ascolese ed Antonio De Innocentis, intervallati dalle “note tra le righe” della Compagnia della Città - Fabbrica Wojtyla. In serata, in Piazza Vescovado, tre nomi per tre generi e tre regioni: il siciliano Mario Incudine, uno degli interpreti più rappresentativi della nuova world music italiana; l’apprezzato duo folk Ilaria Graziano & Francesco Forni e la musica impegnata del calabrese Antonio Pascuzzo. In chiusura, un sorprendente Francesco Baccini, tra canzoni d’autore e invenzioni acustiche, con un omaggio a Luigi Tenco a cinquant’anni da quella notte a Sanremo del 1967. Si continua martedì 5 settembre con cinque chitarre d’eccezione: nel Giardino della Cattedrale, quelle del tarantino Alessandro Chimienti, che accompagna Mannarino dal 2009, e del jazzista casertano Pietro Condorelli che si esibirà col Vito Di Modugno Trio; poi, nel Duomo, quelle di Corrado Sfogli della Nuova Compagnia di Canto Popolare, di Alessandro Finazzo della Bandabardò e di Andrea Castelfranato, funambolo delle corde. La serata andrà avanti in Piazza Vescovado con lo scambio di idee e di note tra il pugliese Mino De Santis e il siciliano Tony Canto, che cederanno il testimone alla voce originale di Simona Sciacca. La conclusione della giornata spetterà a Ron e ai successi indimenticabili di oltre quarant’anni di onorata carriera. Si chiude mercoledì 6 settembre, nel Duomo, con la presentazione del vinile di inediti di Fausto Mesolella, intitolato “Taxidi” e prodotto da Giulio Cesare Ricci, un appassionante passo a due della Arabesque Dance Company di Annamaria Di Maio e la lettura dei testi di Mesolella, affidata alla voce e al cuore di Massimo Lopez, accompagnato da Franco Mantovanelli e Ferdinando Ghidelli. “Sono amico di Fausto e di Caserta: mi piace il basket, seguo le vicende della JuveCaserta sperando che si risolvano positivamente quanto prima – ha svelato il popolare attore – e voglio continuare a mantenere questo rapporto, anche se Fausto non c’è più. Avevamo dei progetti da realizzare insieme ma uno scherzo del destino non l’ha permesso: il 24 marzo sono stato ricoverato per problemi cardiaci, lui mi ha chiamato, rassicurandomi e dandomi appuntamento a presto. Il 30 io sono stato dimesso e lui è andato via. Partecipo al ‘Settembre’ col cuore, come per tutte le cose che mi piacciono: ma questa è speciale”. A fare festa in Piazza Vescovado ci sarà uno spettacolo per “corde” e voci di Mannarino, che torna a Casertavecchia per omaggiare Mesolella, al quale era legato da un’amicizia sincera e profonda, come ha spiegato nel videomessaggio presentato in conferenza stampa. “Torno a Casertavecchia con un senso di rispetto e di mancanza – ha detto tra le lacrime – La sua mancanza. Fausto per me era un faro. Mi ha dato consigli, mi ha insegnato a suonare ogni brano come se fosse il primo in scaletta. Proverò a pensare che ci sia lui con me, sul palco del ‘Settembre’, magari metterò una sedia vuota per lui. Chiuderò gli occhi e mi sembrerà di sentirlo suonare”





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