Chiamare ignare persone e spacciarsi per familiari al fine di farsi consegnare somme di denaro è una delle truffe più diffuse. Così L. R., 40enne napoletano, già noto alle forze dell'ordine, tentò di truffare una donna con l'obiettivo di avere del denaro in contante. Fingendosi il figlio della donna al telefono, l'uomo provò a convincere la stessa a sborsare dei soldi per un processo, legato a sua volta ad un incidente che lui stesso aveva provocato. Nel suo racconto spiegò di avere la necessità di una cifra in contanti, altrimenti sarebbe finito in carcere. Era l'8 marzo 2018. L.R. è finito sotto accusa per tentata truffa, sventata al momento della consegna del denaro nei riguardi di una seconda donna. La seconda parte del piano prevedeva infatti che un complice, in questo caso una 68enne, prendesse dalle mani della vittima il bottino. “Verrà un mio amico”, aveva spiegato il finto figlio. Ma la vittima, non convinta, allertò anche i carabinieri, che riuscirono ad individuare l'uomo e a denunciarlo a piede libero. La cifra in contanti richiesta per quell'emergenza che tale non era, consisteva in 500 euro. L'uomo è stato mandato a giudizio dalla Procura di Nocera Inferiore, nella figura del sostituto procuratore Angelo Rubano, con inizio del dibattimento fissato per il prossimo 24 settembre.

 

 





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