TERZIGNO - In provincia di Napoli ed in particolare nella zona vesuviana, militari del Nucleo Operativo del Gruppo Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Napoli (reparto speciale dell'Arma), insieme a quelli delle locali stazioni Carabinieri, hanno effettuato numerosi controlli nei confronti di aziende operanti in diversi settori merceologici, finalizzati al contrasto dello sfruttamento dei lavoratori in "nero" e alla salvaguardia della sicurezza sui luoghi di lavoro. In particolare, nella zona di Terzigno (Napoli), i militari dell'Arma hanno ispezionato la sede di una ditta di confezionamento di capi d'abbigliamento gestita da un cittadino cinese. Riscontrate numerose violazioni penali ed amministrative che hanno portato al sequestro preventivo dei locali e dei macchinari.

Sempre a Terzigno i militari hanno effettuato un servizio finalizzato al contrasto della manodopera clandestina. Nella circostanza, sono stati deferiti, in stato di libertà, tre cittadini cinesi ritenuti responsabili di aver occupato alle proprie dipendenze cittadini stranieri sprovvisti del permesso di soggiorno e di violazione delle norme sulla sicurezza e l'igiene sui luoghi di lavoro. L'opificio è stato sequestrato per carenze igieniche/sanitarie e dei dispositivi inerenti la sicurezza. Accertate anche 98 violazioni, di cui 58 penali, con sanzioni per un importo complessivo di circa 400mila euro. Nella stessa zona, sono stati applicati quattro provvedimenti amministrativi di sospensione dell'attività imprenditoriale per l'impiego di manodopera in nero superiore o uguale al 20 percento della forza lavoro presente, nei confronti di altrettante aziende, ritenute responsabili di aver occupato complessivamente 5 lavoratori in nero e contestate sanzioni amministrative per circa 30 mila euro. Inoltre, nelle zone di Caivano, Terzigno e Nola, nell'ambito della sicurezza sui cantieri, aspetto assolutamente da non trascurare, viste le frequenti "morti bianche", i carabinieri hanno controllato numerose aziende edili, deferendo in stato di libertà 3 titolari d'impresa, ritenuti responsabili di violazioni delle norme sulla sicurezza. A due ditte sono stati anche applicati due provvedimenti amministrativi per la sospensione cautelare dell'attività imprenditoriale e contestate sanzioni per complessivi 270 mila euro. Una delle aziende sospese aveva al lavoro 10 dipendenti in nero su 10 lavoratori controllati. Nello stesso periodo e contestualmente al lavoro svolto dal Nucleo Operativo, militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Napoli (con competenza provinciale), nell'intero hinterland partenopeo, ispezionate numerose aziende e adottati sei provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriale per l'impiego di manodopera in nero, deferite in stato di libertà alla Procura della Repubblica due persone ritenute responsabili di aver omesso di versare le ritenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti. (ANSA).





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