Il business dei rifiuti in Campania è stata ed è come una gallina dalle uova d’oro per quella parte di politica corrotta e imprenditoria criminale, spesso legata ai clan di camorra. E gli anni dell’Emergenza hanno finito per arricchire ancora di più i ‘soliti noti’. Una situazione creata ad arte e ingigantita per favorire le organizzazioni criminali. Tra queste spicca il nome dei Belforte di Marcianise. L’inquietante quadro viene delineato dalla Direzione Investigativa Antimafia nel recente rapporto semestrale che traccia lo scenario in essere fino alla prima metà del 2019.
“Anche altri gruppi casertani, come il clan Belforte di Marcianise, sono stati coinvolti in indagini sullo smaltimento illecito dei rifiuti. In questo caso le investigazioni hanno accertato complicità con il mondo imprenditoriale e politico che hanno consentito al sodalizio di aggiudicarsi servizi di raccolta dei rifiuti in diversi comuni del casertano, senza che venissero rispettate le procedure di evidenza pubblica” si legge nel dossier. “Le investigazioni hanno rivelato come l’affidamento sia spesso avvenuto (e prorogato) invocando, proprio come accaduto in Campania, una situazione emergenziale – spesso, peraltro, non debitamente giustificata od addirittura apparentemente “provocata”- ed attraverso la collaborazione, volontaria o condizionata, dei cosiddetti colletti bianchi: amministratori, funzionari e dipendenti pubblici, tecnici, imprenditori, professionisti, non organici all’organizzazione criminale, ma che comunque contribuiscono a realizzare strategie operative per favorire ed accrescerne le attività.” Tra le innumerevoli indagini in materia ci sono anche i riferimenti a quelle che hanno portato al sequestro da 200 milioni ai Pellini nell’ambito dell’operazione Carosello – Ultimo Atto, conclusasi con la condanna definitiva degli imprenditori per disastro ambientale, per aver smaltito illegalmente tonnellate di rifiuti pericolosi e non pericolosi, spesso provenienti dalle industrie del Nord Italia, direttamente nelle campagne e nei Regi lagni dell’agro casertano e napoletano; ma anche quelle che hanno riguardato Angelo Grillo e l’aggiudicazione dell’appalto per il servizio rifiuti in alcune realtà del Casertano.

 

 





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