Un lavoro ventennale per oltre 2 milioni di euro per manutenzione ordinaria nonché il rifacimento della pubblica illuminazione di Teverola con ampliamento e riqualificazione. È questo in estrema sintesi il progetto che nel 2011 viene affidato alla Vitale One Costruzioni Srl. Ad oggi molto di ciò che c’era scritto in quel progetto non sarebbe stato realizzato e molte strade sono ancora al buio. L’andazzo non proprio prospero però si era già determinato fin dall’inizio. Infatti nel progetto sottoscritto in fase contrattuale si era stabilito che la Vitale One avrebbe dovuto concludere entro 465 giorni tutta la parte dei lavori legata proprio alla manutenzione e alla riqualificazione dell’impianto. Uno dei motivi per cui la commissione esaminatrice in sede di gara aveva scelto proprio la ditta in questione. Il termine utile per l’esecuzione dei lavori, come da cronoprogramma allegato al progetto esecutivo, scadeva il 5 settembre 2013. Per questo qualche mese dopo partono una serie di sopralluoghi richiesti dall’allora sindaco Lusini e dal responsabile dell’area tecnica Maria Carmen Mottola. Il primo verrà effettuato il 31 luglio 2014 seguito da un altro il 4 agosto. Dai verbali di questi sopralluoghi, firmati con riserva dai rappresentanti della Vitale One, mancavano una lunga serie di lavori all’appello: la sostituzione delle lampade era stata effettuata solo parzialmente con materiali diversi da quelli previsti, le cabine di comando di zona erano state messe in sicurezza dal punto di vista elettrico e dotate di custodia metallica diversamente da quanto previsto dal progetto esecutivo, la sostituzione dei corpi illuminanti di via Garibaldi con armatura di tipo neri con moduli led 44 w non era stata eseguita, la sostituzione dei corpi illuminanti di via Cavour e delle strade del centro storico quali via Vanvitelli, via San Giovanni, via Rosario, Via Cirillo, via Colella, via Baracca, via Viella Nuova, via Marconi, e vico San Sossio non era stata eseguita. Inoltre il servizio di telegestione e telecontrollo finalizzato alla riqualificazione dell’impianto era assente.

Quindi ne conseguiva il mancato raggiungimento degli obiettivi del progetto come risparmio di consumo energetico, efficientamento degli impianti e sicurezza delle strade. Non rispettati secondo l’amministrazione dell’epoca i termini contrattuali quindi si procedeva all’atto di risoluzione del contratto che prevedeva ulteriori 30 giorni per la ditta per offrire le proprie controdeduzioni in merito. A questi 2 primi sopralluoghi seguono una serie di altri avvenimenti. L’8 agosto gli agenti di polizia municipale costatavano durante un intervento che venivano sostituite delle plafoniere in via Garibaldi mancando comunque al’appello altre 6 armature stradali. L’11 agosto avviene un altro intervento per la messa in sicurezza di un cavo in via Roma. Intanto il 13 agosto arrivano le controdeduzioni della Vitale One che contesta fortemente la risoluzione del contratto e le modalità dei sopralluoghi. Ciò nonostante il 17 dicembre di quello stesso anno si procede con determina 252 alla risoluzione da parte dell’Ente. Seguono poi una serie di ordinanze sindacali a non interrompere il servizio per la ditta Vitale One. Tutto questo darà avvio ad un contenzioso tra Ente comunale e azienda incaricata, poi decaduto. Motivo per cui si interrompe la diatriba giudiziaria? Arriverà la revoca della determina di risoluzione. Ma questo sarà argomento dei prossimi articoli. Intanto per questo motivo la Vitale One ad oggi è unica responsabile delle condizioni dell’impianto di illuminazione che fa acqua da tutte le parti. O per meglio dire buio da tutte le parti.

Valentina Piermalese

(continua…)

 

 





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