La mano del clan dei casalesi continua ad essere onnipresente, anche sul business dei funerali. “Sappiate che da oggi sulla piazza ci sono io, comando io, e quindi se volete continuare a lavorare con i funerali, dovete darci qualcosa anche a noi”. Queste le parole di uno degli emissari del clan rivolto ai titolari di un’agenzia di pompe funebri dell’agro aversano. È quanto emerso dall’indagine della Dda di Napoli e della Polizia di Stato nei confronti di Mario De Luca, 50enne di Casal di Principe con precedenti per associazione camorristica, già detenuto a Poggioreale per altri reati. De Luca, ha accertato la Squadra Mobile di Caserta, insieme al complice Giovanni Improda, già fermato il primo ottobre scorso, avrebbe tentato di farsi pagare la tangente pari a 500 euro a funerale dai proprietari della ditta. Ad uno dei soci, De Luca si sarebbe presentato come “Marco di Casale”, alludendo all’appartenenza al clan dei Casalesi, lasciando intendere la finalità della richiesta. La vittima ha subito chiesto dei chiarimenti. “Ora sulla zona ci sto io – ha detto ancora più esplicitamente De Luca – hanno messo me e comando io, quindi per ogni funerale dovete venire da me a trattare altrimenti vi faccio tornare indietro i carri funebri”. Le indagini sono partite su iniziativa della Squadra Mobile; poco collaborative le vittime, che messe di fronte alle intercettazioni da cui emergeva il tentativo di estorsione, hanno ammesso alla fine di essere stati minacciati.

 

 





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