I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Montella, in stretta sinergia con i colleghi della Stazione di Calabritto, sono riusciti a pochissime ore dal raid incendiario ai danni del bar “Porzia”, ubicato nella frazione Quaglietta di Calabritto, a dare un volto ai due materiali autori del rogo che nella notte tra sabato e domenica scorsi aveva così profondamente scosso gli abitanti di quella località impauriti dall’eventualità di trovarsi di fronte ad un piromane pronto a colpire di nuovo e mettere a rischio anche l’incolumità di chi in quella zone vive. Ma i militari della Compagnia di Montella, anche sulla scorta di precedenti episodi di incendi dolosi verificatisi a Calabritto negli scorsi mesi, già nella nottata del rogo, hanno avviato la macchina delle indagini coinvolgendo le varie componenti investigative dell’Arma. Infatti dagli elementi acquisiti in sede testimoniale, dalla visione dei filmati delle telecamere a circuito chiuso della zona, ma soprattutto dagli indizi acquisiti nel corso di un meticoloso sopralluogo sulla scena del crimine sono riusciti in breve a circoscrivere i sospetti, poi rivelatisi fondati, su due giovani della zona che, una volta rintracciati e messi di fronte alle loro responsabilità non hanno potuto far altro che ammettere la “paternità” del gesto fornendo ulteriori elementi che hanno confermato le ipotesi investigative. Fondamentale nell’individuazione di uno degli autori è stata l’attività di verifica effettuata presso gli ospedali sia della provincia irpina che di quella limitrofa salernitana, anche alla luce del rinvenimento sulla scena del crimine di tracce ematiche verosimilmente riconducibili ad uno degli autori. L’intuizione degli investigatori è risultata pagante poiché effettivamente uno dei due, feritosi alla mano nel corso del raid, era ricorso alle cure mediche presso il pronto soccorso di un ospedale salernitano, ovviamente dando ai sanitari una versione di fantasia in merito alla dinamica delle lesioni. Alla luce degli inequivocabili elementi di colpevolezza raccolti i due soggetti sono stati segnalati “per incendio doloso” alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino, diretta dal Procuratore Rosario Cantelmo, mentre continuano le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Montella per individuare il movente del gesto e di conseguenza eventuali altri responsabili a vario titolo di concorso nel fatto reato, anche se allo stato sembra possa del tutto escludersi il movente estorsivo o comunque collegato al racket, sia sulla scorta degli elementi raccolti sia per l’estraneità degli indagati da qualsiasi tipo di compagine criminale. Inoltre la proficua attività investigativa ha dato un’immediata risposta alle richieste di sicurezza dei cittadini del luogo contribuendo a rasserenare quelle popolazioni ed allontanare la paura dell’esistenza di un pericoloso piromane. Sono inoltre al vaglio i possibili collegamenti tra l’episodio ed altri episodi di incendi dolosi avvenuti nella stessa area.





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