Ariel Castro, il 52enne conosciuto come il mostro di Cleveland, in Ohio, è stato condannato all'ergastolo più 1000 anni di carcere per aver segregato e violentato tre donne per un decennio. La sentenza, a cui non potrà appellarsi per nessuna ragione, è stata pronunciata sulla base di 937 capi d'accusa, tra cui quella di omicidio per aver provocato con la forza diversi aborti a una delle sue vittime.

Castro, che oggi per la prima volta è apparso in tribunale a testa alta, disposto a rispondere alle domande del giudice, ha accettato la condanna senza obiezioni, essendo riuscito a evitare la pena di morte come sperava. In aula, affiancato dal suo avvocato, ha tuttavia detto "ci sono alcune cose che non capisco", facendo riferimento a "problemi sessuali" che non gli permetterebbero di comprendere fino in fondo i suoi crimini.





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