Il gran numero di ordigni e di armi ancora in possesso dei fratelli Tsarnaev dopo l'attentato alla maratona di Boston fa supporre che i due fossero pronti ad attaccare altri obiettivi: lo afferma il capo della polizia di Boston, Edward Deveau, intervistato dalla Fox News. I due fratelli ceceni sospettati dell'attentato alla maratona di Boston erano armati fino ai denti quando si sono trovati ad affrontare gli agenti giovedì notte.

Sulla scena della sparatoria a Watertown sono state ritrovate almeno sei bombe artigianali, granate, pistole e un fucile. Il capo della polizia ha spiegato che sono stati sparati circa 200 colpi in un periodo di tempo che va dai 5 ai 10 minuti, aggiungendo che uno dei due fratelli ha anche lanciato una pentola-bomba simile a quella usata per l'attentato. Nello scontro a fuoco è rimasto ucciso il più grande dei due ceceni, Tamerlan Tsarnaev, mentre il 19enne Dzhokhar è stato catturato ventiquattro ore dopo. Dzhokhar Tsarnaev, uno dei due fratelli ceceni sospettati dell'attentato alla maratona di Boston, rimane in 'condizioni gravi ma stabili'. Il governatore del Massachusetts, Deval Patrick, ha spiegato che il 19enne 'non e' ancora in grado di comunicare' per una lesione alla gola che, secondo un funzionario, potrebbe anche impedirgli di parlare per sempre. Gli investigatori - riporta la Cbs - hanno ipotizzato che il giovane potrebbe essersi ferito per suicidarsi. 'Potrebbe essersi infilato una pistola in bocca tentando di ammazzarsi'.

 





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