Scarcerato il dipendente del Consorzio unico di bacino arrestato lo scorso 3 giugno con l’accusa di tentato omicidio per aver gettato benzina su due suoi colleghi, minacciandoli di dargli fuoco, durante l’ennesima manifestazione di protesta davanti alla sede dell’Ente in corso Giannone a Caserta. Dopo due giorni trascorsi nel carcere di Santa Maria C.V., il 51enne Giuseppe Caprio, difeso dall’avvocato Enzo Guida, è tornato in libertà. Il gip infatti ha accolto la richiesta del suo legale e non ha convalidato l’arresto operato dalla Digos di Caserta. A originare la protesta dei lavoratori, nel corso della quale sono scattate le manette per Caprio, il mancato pagamento di 14 stipendi ai 350 dipendenti dell'articolazione casertana del Consorzio, in particolare addetti amministrativi e netturbini mai assunti dai Comuni del Casertano che dalla fine del 2013 hanno deciso di uscire dal Cub e affidare il servizio per la raccolta dei rifiuti solidi urbani a ditte private. Durante la manifestazione, Caprio si cosparse di benzina minacciando di darsi fuoco. Secondo la ricostruzione degli agenti gettò la benzina anche su altri due colleghi che cercavano di fermarlo. Inoltre, sempre a quanto è stato riportato dalla Digos, si sarebbe anche avventato sui poliziotti, che riuscirono a strappargli dalle mani l'accendino e la bottiglia di due litri con il liquido infiammabile. Caprio fu arrestato con le accuse di tentato omicidio, tentato incendio e violenza a pubblico ufficiale. Ma il gip non ha convalidato l’arresto consentendo al 51enne di tornare in libertà.

mademi

 

 





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