Giornata di tensione in una Varsavia invasa da circa 750 tifosi biancocelesti che hanno raggiunto la Polonia per assistere alla partita di Europa League con il Legia.

Non si è trattato però di un'invasione del tutto pacifica: nel pomeriggio, circa 150 tifosi biancocelesti sono stati fermati infatti dalla polizia locale per dei presunti scontri con le forze dell'ordine per le vie del centro storico della capitale polacca. In serata, però, la stessa Lazio ha ridimensionato l'accaduto parlando di fermi ''a scopo preventivo''. All'alba, infatti, sono stati registrati i primi incidenti, quando un gruppetto di supporter romani, rientrando in albergo, è stato aggredito da alcuni tifosi del Legia, che già all'andata avevano creato numerosi disordini a Roma. I sostenitori locali sono entrati nell'hotel che ospitava gli italiani e soltanto l'intervento delle forze dell'ordine ha limitato i danni. Forze dell'ordine che hanno perquisito poi le stanze dei laziali rinvenendo un borsone con alcuni oggetti contendenti. La polizia ha deciso quindi di fermare 17 tifosi italiani, poi processati per direttissima e liberati (tranne uno), ma obbligati a lasciare il paese con il divieto di assistere al match. Ma nel pomeriggio la situazione non è migliorata: è rimbalzata infatti la notizia che in Ulica Marszalkowska, scelta come punto di raduno dai supporter capitolini per dirigersi insieme alla Pepsi Arena, alcuni supporter si sarebbero scontrati con le forze dell'ordine prima a parole e poi con il lancio di alcune bottiglie e sassi. Con la polizia che ha quindi deciso di fermare 150 persone per essere identificate. Al momento, un centinaio di supporter è stato già rilasciato, gli altri lo saranno in nottata.





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