Le autorita' di polizia a Washington hanno escluso che ci sia stato un secondo killer nella sparatoria negli uffici della marina di 'Navy Yard' a Washington, dove ieri sono morte 13 persone e 8 rimaste ferite.

"Siamo sicuri che c'e' una sola persona responsabile per la perdita di vite nell'edificio", ha detto nel corso di una conferenza stampa, il capo della polizia della capitale Usa, Cathy Lanier. L'uomo colpito e ucciso dalla polizia si chiamava Aaron Alexis, un sub-contrattista afroamericano 34enne di Fort Worth, in Texas, che aveva servito nella Marina Militare dal 2007 al 2011, prima di diventare informatico in un'azienda contrattista di Hewlett-Packard, a cui e' affidato l'aggiornamento della rete intranet della Marina e dei Marines americani. Una carneficina, di cui e' stata esclusa dalle autorita' locali la pista terroristica. Un uomo armato ha aperto il fuoco (inizialmente si era parlato di tre sosopetti) stamane nel quartier generale della Marina Statunitense, nel vecchio arsenale 'Navy Yard', uccidendo 12 persone. Sia il capo della polizia, Cathy Lainer, che il sindaco di Washington, Vincent Gray hanno chiarito che al momento non c'e' alcun elemento per spiegare le ragioni del gesto. Le indagini sono state passate all'Fbi. Tutto e' iniziato alle 8,20 locali (le 14,20 in Italia) quando sono stati avvertiti i primi spari nel vecchio arsenale, che ospita diversi comandi della marina Usa. Ex cantiere navale, si trova a soli 5 km dalla Casa Bianca e a 2 dal Congresso. Ci lavorano 3.000 persone, tra civili e militari. Tra i tanti comandi c'e' il quartier generale della Us Navy, sede del capo di Stato maggiore, il Chief of Naval Operation. La carneficina e' iniziata nell'edificio 197 sede del 'Naval Sea Systems Command', il centro di coordinamento e approvvigionamento del materiale bellico della Us Navy.

 





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