"Si', e' ancora possibile scongiurare un'involuzione di tipo militare". Il ministro della Difesa Mario Mauro aziona il freno sull'eventuale partecipazione dell'Italia a una missione militare in Siria per mettere fine ai massacri della popolazione e agli scontri armati che insanguinano il Paese. Londra a Parigi spingono per l'azione militare ma il ministro della Difesa, in un'intervista a "Avvenire" invita alla cautela.

"Ci vuole - sottolinea - una prudenza estrema, bisogna pensarci milioni di volte prima di dare il via ad azioni militari. Il caso Siria va gestito con equilibrio; serve dialogo continuo perche' l'obiettivo del governo italiano e' uno solo: evitare avventure al nostro Paese". Mauro indica la strada di una "soluzione politica" della grave crisi siriana e rilancia la linea dell'esecutivo: "L'Italia non prendera' parte a operazioni decise al di fuori del Consiglio di sicurezza dell'Onu". "E anche se si dovesse arrivare a una risoluzione nelle Nazioni Unite - spiega il ministro - l'Italia resterebbe fuori dalla Siria". Mauro poi rinnova il monito a chi punta sull'attacco: "L'Italia ci e' gia' caduta dentro. Arrivano siriani tutti i giorni sulle nostre coste. Arrivano e ne arriveranno sempre di piu'". "Non voglio lanciare allarmi, non voglio parlare di invasione, ma c'e' un problema che preoccupa, c'e' una situazione che va gestita con attenzione assoluta. E per farlo -conclude il ministro- dobbiamo muoverci su due versanti: l'accoglienza e il controllo".

 





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