Sull'uccisione di Osama bin Laden spunta una terza versione. Anche questa volta, a raccontare gli ultimi istanti della vita dello sceicco del terrore e' uno dei 23 membri dell'ormai mitico 'Team 6' dei Navy Seal che la notte del primo maggio 2011 compirono lo storico raid nel compound di Abbottabad, in Pakistan.

Ma la sua descrizione dei fatti e' sostanzialmente diversa da quella descritta da un commilitone. In un articolo in esclusiva intitolato: ''Chi fu che realmente uccise Bin Laden?'', la Cnn online ripercorre il racconto di uno dei membri del Team che in un'intervista al mensile Usa Esquire il mese scorso aveva detto di essere entrato per primo nella stanza dove Bin Laden era in piedi con un mitra ''a portata di mano'' e di avergli quindi sparato alla testa, due volte.

Il militare, che per proteggere il suo anonimato nell'articolo veniva indicato come 'the shooter', lo sparatore, afferma poi di aver lasciato le forze armate nel settembre scorso, perdendo la copertura sanitaria e la pensione. Ma nel racconto raccolto ora dalla Cnn, un membro del Team racconta che a salire le scale verso il secondo piano della villetta di Abbottabad furono tre Seal, il primo dei quali, il 'point man', vedendo lo sceicco affacciarsi dalla porta della sua stanza apri' il fuoco, colpendolo alla testa.

Subito dopo, il 'point man' entro' nella stanza, e immobilizzo' le due donne che vi si trovavano, nel timore che potessero avere indosso delle cinture esplosive. Gli altri due compagni lo raggiunsero e vedendo bin Laden in terra lo finirono con dei colpi di arma da fuoco, al torace. Si tratta di una versione molto simile alla prima emersa, in un libro dal titolo 'No Easy Day', scritto da un ormai ex Seal di quel Team Matt Bissonette, ma pure diversa da quella dello 'shooter': la quale ultima appare ora la piu' improbabile anche perche', come nota la nuova fonte, prima del raid era stato specificamente raccomandato al team di ''non sparare al volto'' di bin Laden, in quanto la cosa avrebbe reso difficile la sua identificazione.

Secondo la fonte, lo 'shooter', inoltre, non avrebbe lasciato volontariamente le forze armate, ma sarebbe piuttosto stato ''cacciato'' essendo andato in giro nei bar di Virginia Beach, dove hanno sede i Seal, a vantarsi del suo ruolo nel raid. Ma al di la' delle diverse versioni, la Cnn conclude citando le parole che il comandante del Team avrebbe detto al presidente Obama pochi giorni dopo il raid: ''non importa chi sia stato a premere il grilletto, cio' che importa e' cio' che abbiamo fatto tutti insieme''.

 





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