Non riescono ancora a crederci i famigliari di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone: la certezza di riaverli finalmente a casa sembrava ormai definitiva. Lo aveva assicurato lo stesso ministro degli Esteri, Giulio Terzi: "I marò non dovranno rientrare in India". E ora, all'indomani della loro partenza, fare i conti col dolore é più difficile che mai.

"Sono svuotata, non ho parole!", scrive su Facebook Franca Latorre, sorella del marò tarantino Massimiliano. "Fatti forza, devi avere tanto coraggio" e "portare avanti questa battaglia che ora ci vede più soli", le rispondono in tanti ai quali si alterna chi inveisce contro il governo, invitandolo a "vergognarsi per aver venduto i nostri militari". Dichiarazioni che affidano ai parenti dei fucilieri anche il compito di contenere la rabbia: "Sono d'accordo con voi nell'esprimere il proprio pensiero", scrive un'altra sorella di Massimiliano, Carolina, "ma questo dovrà essere fatto con rispetto ed educazione, senza offendere nessuno in quanto non possono replicare: commenti e post offensivi saranno cancellati". Intanto da questa mattina, in una Torre a Mare di Bari assolata, dal balcone dell'abitazione del marò Salvatore Girone non sventola più la bandiera tricolore con l'effige del battaglione San Marco: forse, in questi giorni, ha permesso a troppe telecamere di individuare la casa del fuciliere barese. E' da qui che ieri sera è ripartito Salvatore, portando con sé le lacrime e le parole del figlio: "Sono orgoglioso di avere un papà come lui". A portare la propria solidarietà c'era anche il sindaco di Bari, Michele Emiliano, che ha definito "incapaci i ministri e il capo del governo italiano" perché hanno "fatto credere" ai marò di "non poter rispettare l'impegno preso con l'India". Invece, allo scadere della licenza di un mese, concessa ai fucilieri dalla Corte suprema di New Delhi per votare, Massimiliano e Salvatore hanno dovuto rifare le valigie e strapparsi ancora una volta dalle braccia dei propri cari. Un epilogo causato dal "modo disastroso in cui il governo Monti ha gestito l'intera vicenda", ribadisce il coordinatore del Pdl pugliese, senatore Francesco Amoruso, secondo il quale "i nostri valorosi marò vengono brutalmente rispediti in India da un esecutivo incapace di tutelare l'onore e la sovranità dell'Italia: una vergogna senza precedenti". Intanto sul web continua a crescere il sostegno ai 'nostri leoni' e aumentano ogni minuto gli iscritti al gruppo Facebook 'Le famiglie dei maro'', che la stessa Franca Latorre ha chiesto di riaprire "alla luce di quanto accaduto nelle ultime ore e per continuare a condividere informazioni". E c'é già chi propone, scrivendo numeri di telefono e indirizzi e-mail, un "fax day" per inviare, "lunedì mattina all'ambasciata dell'India, al ministro degli Esteri e al presidente del Consiglio", un messaggio molto chiaro: "Freedom for the italian soldiers. Libertà per i nostri militari".

 





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