Il presidente cipriota Nikos Anastasiades ha ribadito di aver fatto la ''scelta meno dolorosa'' accettando ieri l'accordo per salvare l'economia di Cipro che prevede un tetto di aiuti di 10 miliardi in cambio di un pesante taglio dei depositi bancari. E ha assicurato che, comunque, sta ancora facendo pressione affinche' l'Ue cambi decisione ''per minimizzare l'impatto sui piccoli depositi''.

Parlando stasera alla nazione in un discorso trasmesso dalla Tv statale, Anastasiades ha detto che rifiutare l'offerta dei ministri delle Finanze Ue sarebbe pero' equivalso all'immediata interruzione da parte della Banca Centrale Europea (Bce) degli aiuti agli istituti di credito dell'isola e all'uscita dall'eurozona. Anastasiades, che e' stato eletto capo dello Stato meno di un mese fa, ha fatto le sue dichiarazioni alla vigilia di un cruciale dibattito in Parlamento per l'approvazione dell'accordo. Analisti locali ritengono che difficilmente l'accordo sara' approvato, cosa che rende impossibile prevedere quali scenari si preparano per il futuro di quest'isola. Non accenna intanto a sopirsi la rabbia della gente, ciprioti e stranieri qui residenti, che si sentono ''derubati'' dei loro risparmi, soprattutto dopo che i media locali hanno reso noto che, solo nell'ultima settimana, centinaia di titolari di conti correnti hanno esportato dall'isola capitali per quasi 4,5 miliardi (20 miliardi in totale dall'inizio dell'anno) suscitando cosi' il sospetto che possano essere stati avvertiti della pesante misura in arrivo che prevede una tassazione dal 6,75 al 9,9% sui depositi bancari. Per di piu', sempre secondo le stesse fonti, molti dei correntisti sarebbero personalita' di governo o ad esso vicine. Intanto la Banca Centrale di Cipro ha dato disposizione a tutte le banche e agli istituti di credito dell'isola di bloccare i trasferimenti di denaro e i pagamenti dei loro clienti. In particolare la Banca Centrale ha chiesto di bloccare ''qualsiasi forma'' di pagamento sui conti presenti nelle loro succursali, compresi anche i trasferimenti da conto a conto sulla stessa banca. Nel frattempo si e' appreso che la Banca di Grecia ha inviato a Cipro fra i quattro e i cinque miliardi di euro per aiutare le banche cipriote a far fronte alle richieste di contanti dei loro clienti mentre il governo di Nicosia, nel timore che le banche dell'isola possano perdere altri miliardi a causa del panico innescato dalla decisione dell'eurozona di tassare i depositi, ha deciso che martedi' prossimo gli istituti di credito resteranno chiusi per ''ferie''. La chiusura potrebbe essere estesa anche a mercoledi' dopo che gia' domani, lunedi', le banche resteranno chiuse in seguito alla festa religiosa del cosiddetto Lunedi' pulito, l'equivalente ortodosso del Mercoledi' delle Ceneri. Da parte sua, la Banca Centrale Europea (Bce) ha cominciato a fare pressioni su Nicosia affinche' approvi al piu' presto l'accordo per dare aiuti all'isola in quanto vi sarebbero gia' segnali di un ''effetto domino'' che potrebbe innescarsi a partire da lunedi' mattina nei mercati e negli istituti bancari europei.

 





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