Ora anche il prefetto Raffaele Ruberto richiama i sindaci per le loro discutibili scelte. Dopo l’atto di indirizzo del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, sul non limitare l’accesso ai beni di prima necessità, non riducendo le ore di apertura di supermercati e negozi di alimentari, anche il rappresentante del Governo in provincia di Caserta striglia i primi cittadini. E lo fa con una nota diffusa questa mattina.

“Sono da ritenersi inefficaci, fin d’ora - scrive Ruberto - le ordinanze sindacali in contrasto con la normativa nazionale, vieppiù allorquando esse comportano anche indirettamente criticità per la gestione dell’ordine pubblico, come rimarcato dal gabinetto del ministro dell’Interno con circolare del 2 marzo”. Ed aggiunge: “Si rappresenta l’esigenza di attenersi anche alle disposizioni impartite dal presidente della giunta regionale della Campania del 23 marzo scorso con cui si invitano i comuni a non introdurre limitazioni degli orari di apertura degli esercizi commerciali di vendita al dettaglio di alimenti e di altri beni” e di permettere ai “cittadini di accedere con continuità ai detti servizi essenziali di evitare assembramenti e file nei pressi degli esercizi commerciali. In primo luogo - sottolinea - si deve far presente che la disposizione regionale è denominata ‘indirizzo ai comuni del territorio’ e, pertanto, ha valore di direttiva impartita da Ente dotato di competenza e di potestà legislativa in materia sanitaria. Inoltre la riduzione degli orari e de giorni di apertura degli esercizi per la vendita di generi di prima necessità non essendo generalizzata sull’intero territorio nazionale, indurrebbe i cittadini a recarsi nei comuni dove gli orari di apertura non sono stati ridotti. Tale circostanza potrebbe assumere rilievo per la gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica, oltre a comportare un anomalo sovraccarico dell’attività di vigilanza e controllo del territorio”. Poi aggiunge: “Nessuna ordinanza può contemplare prescrizioni per gli operatori di polizia, il cui coordinamento è riservato al prefetto ed al questore, così come per gli operatori sanitari che ricevono disposizioni dai servizi di prevenzione dell’igiene pubblica, i quali decidono anche per le ipotesi di isolamento e quarantena”. La lettera termina con la raccomandazione del “più scrupoloso rispetto della normativa nazionale e regionale vigente nell’adozione delle ordinanze contenibili ed urgenti, disponendo la revoca di quelle in contrasto”.


 





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