C'è indignazione e rabbia nel Pd dopo la sconfitta alle elezioni provinciali di Caserta del sindaco della città capoluogo, nonchè esponente di punta dei democratici, Carlo Marino. Né da voce il commissario provinciale del partito Franco Mirabelli che si dichiara "profondamente deluso per una sconfitta gravissima e un'opportunità che non doveva sfuggire di creare una filiera istituzionale in Campania che facesse capo al centro-sinistra. E come me sono delusi anche i responsabili nazionali e regionali, penso a Guerini che ho sentito via messaggio. Comunque non lascio l'incarico a Caserta, perché se lo facessi mi prenderei totalmente la responsabilità della sconfitta, che ritengo sia colpa soprattutto di quegli esponenti del partito che nell'ultimo anno e mezzo, tradendo i patti presi, hanno lavorato contro lo stesso Pd preferendo fare accordini trasversali e far prevalere miseri interessi di bottega piuttosto che fare politica e lavorare per i problemi del territorio. Ormai sappiamo che c'è una parte del Pd di cui dovremo fare a meno". Tutto sfumato dunque per le profonde spaccature interne al Pd, che specie nel Casertano è una polveriera pronta ad esplodere, ma anche nella coalizione di centro-sinistra messa in piedi per riflettere come uno specchio quella, un po' eterogenea, che governa in Regione con De Luca; un percorso che sembra essersi bruscamente interrotto, nonostante le avvisaglie avute già alle elezioni comunali di Aversa e Marcianise e alle primarie congressuali, con conseguenze a questo punto imprevedibili in vista delle Politiche, che non sono così lontane. "Le ragioni politiche di questo strappo nel Pd e nell'alleanza sono incomprensibili - sottolinea Mirabelli - mai nessuno ha avuto il coraggio di ammettere che stava lavorando contro. Si tratta di situazioni che non possono più essere tollerate". Decisivi per la vittoria di un avversario come Giorgio Magliocca, sindaco di un piccolo comune come Pignataro non iscritto ad alcun partito e sostenuto solo da Forza Italia, "quanto avvenuto - spiega Mirabelli - nei grandi comuni come Caserta e Marcianise, dove molti consiglieri hanno votato Magliocca"; una scelta, prosegue il senatore milanese, determinata anche dalla "presentazione di una lista a sostegno di Marino diversa da quella del Pd, che faceva capo al consigliere regionale Gennaro Oliviero e all'europarlamentare Nicola Caputo, in cui erano inseriti personaggi allontanati dal partito e che nei due comuni fanno opposizione ai sindaci di centro-sinistra. Questa lista ha destabilizzato la coalizione", conclude Mirabelli, che poi fa i complimenti a Magliocca "per la vittoria". Al momento non si sa quando avverrà la resa dei conti nel Pd; di certo, ci sarà, perchè la frattura nel partito è ormai insanabile.





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