Caserta - E’ stata convocata per domani, sabato, 22 aprile, con inizio alle ore 9.30 presso il Grand Hotel Vanvitelli di Caserta (Viale Carlo III) l’Assemblea Provinciale degli iscritti dell’Unione di Centro di Caserta per l’elezione degli organi statutari. Il congresso pone fine al commissariamento del partito a livello provinciale e chiude la fase congressuale in Campania dopo la celebrazione dell’assise regionale che si è svolta a novembre e di quelle provinciali di Avellino, Benevento, Napoli e Salerno, oltre agli innumerevoli congressi cittadini che si sono tenuti sull’intero territorio regionale. All’assemblea di domani parteciperanno il segretario regionale dell'Udc della Campania, il deputato Giuseppe De Mita, i consiglieri regionali dell'Unione di Centro Maria Ricchiuti e Maurizio Petracca e l'assessore regionale Corrado Matera. Prevista la presenza di Ciriaco De Mita. «Non sottovaluto – dichiara l’onorevole Giuseppe De Mita, segretario regionale dell’Udc della Campania - le condizioni dentro le quali celebriamo il nostro congresso, né quelle generali, legate allo stato di disorientamento che attraversa in questo momento il sistema politico nazionale, né quelle particolari legate alle vicende che negli ultimi mesi, in particolare a Caserta ma in tutta la Campania, hanno riproposto la questione della legalità e dell’etica pubblica anche nel rapporto tra politica e magistratura». «Ma queste questioni, per la verità, non sono un problema – aggiunge De Mita - sono il banco di prova della politica, in provincia di Caserta, così come in Campania così come nel Paese. Del resto, sin dal nostro congresso regionale, celebrato a novembre scorso, abbiamo messo all’ordine del giorno delle nostre discussioni il tema dell’esame di coscienza ed insieme l’esame della vicenda politica italiana. Domani, a Caserta, riprenderemo da qui il filo della nostra discussione, consapevoli che in questa fase la riorganizzazione dell’Udc non coincide semplicemente con la riorganizzazione di una specifica forza politica, ma risponde all’esigenza di promuovere la riorganizzazione di un’area politica più vasta che vada oltre il nostro perimetro attuale».





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