RECALE. Mercoledì sera, nella biblioteca comunale di Recale, i circoli del Partito democratico e dei Giovani democratico hanno animato un dibattito sulle ragioni del Sì al Referendum costituzionale del 4 dicembre. Lucia Esposito, che in questi ultimi giorni di campagna elettorale si sta impegnando in un vero “tour de force” a favore della riforma, nel suo intervento ne ha messo in evidenza tutti gli aspetti positivi, sottolineando in particolare le modifiche al Titolo V, che riporteranno i servizi essenziali come sanità, viabilità, energia, ad essere equivalenti per i cittadini di tutto il territorio nazionale. Presente al dibattito anche il sindaco di Recale Patrizia Vestini, che già in mattinata a Caserta, insieme a tanti altri sindaci della provincia aveva ribadito il suo Sì convinto alle modifiche della Carta Costituzionale. «Bellissimo incontro quello dell’altra sera – dichiara Michele Lasco, segretario del PD cittadino –, in cui abbiamo affrontato nei dettagli i passaggi di questa riforma, mettendone in evidenza i tanti lati positivi. Un’occasione quasi irripetibile di cambiamento per adeguare un assetto istituzionale che ha prodotto più di 60 governi in quasi 70 anni, e ha determinato una costante instabilità politica che ci ha sempre fatto apparire inaffidabili agli occhi dei nostri partner internazionali. Non votare questa riforma vuol dire rinunciare a rendere finalmente realizzate le richieste più pressanti che negli ultimi decenni sono state fatte alla classe politica: stabilità di governo, velocità nel legiferare, riduzione dei parlamentari, tagli ai costi della politica e degli enti inutili. Con tutto il rispetto per le ragioni del no, crediamo sia assurdo rinunciare a questi cambiamenti, che danno anche maggiore incisività alle iniziative popolari, con l’abbassamento del quorum dei referendum e l’obbligo di discutere in tempi certi le leggi di iniziativa popolare». Particolarmente apprezzato l’intervento del segretario dei Giovani Democratici recalesi Michele Landolfo, che ha mostrato con esempi concreti come il nuovo assetto istituzionale avrebbe accelerato l’iter di leggi importanti che, con l’attuale sistema, hanno impiegato quasi tre anni per essere approvate, come la legge sul “dopo di noi” e quella sulla lotta al caporalato, o di altre che sono addirittura ferme da anni al senato in attesa della votazione definitiva, come le leggi sul reato di tortura e sullo “ius soli”. «Crediamo che per convincere gli indecisi a pochi giorni dal voto non bastino gli slogan – ha esordito il segretario GD – e per spiegare le ragioni del nostro Si abbiamo scelto di affrontare nel merito la riforma. La nostra è una generazione direttamente coinvolta in questa scelta, perché la sfida per ridare slancio a questo Paese e renderlo più veloce ed efficiente è uno di quei treni che passano una volta sola nella vita, poi chissà. Tutto sta nella volontà di fidarsi e salire, o di continuare a vederli solo passare. In queste settimane di iniziativa abbiamo visto i cittadini riaccostarsi alla politica e appassionarsi alla Costituzione, e abbiamo incontrato un grande desiderio di saperne di più sui contenuti della riforma. Insomma, l’unico rammarico dopo il 4 dicembre sarebbe quello di tornare ad una normalità fatta di disaffezione e sfiducia nella politica. Spero – conclude Landolfo – non accada».





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