Il piccolo Mattia F.,affetto dalla sindrome di Sandhoff, continua a migliorare dopo la prima infusione di cellule staminali praticatagli il 14 agosto agli ''Spedali Civili'' di Brescia ma ancora non sa quando potrà continuare il trattamento. E' quanto rilevano i genitori di Mattia, Simona M. e Francesco F., che venerdì pomeriggio i genitori di Mattia insieme a quelli di una ventina di bambini della Campania affetti da patologie gravissime ed in attesa di sottoporsi alla terapia con il ''metodo stamina'', monteranno un gazebo in via Toledo per sensibilizzare i napoletani.

Saranno distribuite piantina di Cactus con la scritta ''Piantiamola ! Sì alla vita, sì a Stamina!''. Al gazebo sarà presente il prof. Davide Vannoni, ideatore del ''metodo stamina'', bocciato dal Comitato Scientifico del Ministero della Sanità, che l' 11 ottobre ne ha bloccato la sperimentazione. Mattia, che ha compiuto 6 anni il 15 settembre, ha ottenuto grazie ad una sentenza del Tribunale il diritto al trattamento con cellule staminali adulte. Il 14 agosto, dopo una campagna di solidarietà scattata su Internet, un aereo del 118 della Regione Campania lo ha trasportato agli ''Spedali Civili di Brescia'', dove gli è stata praticata la prima infusione alla presenza del prof. Vannoni. La seconda era fissata entro settembre.

''Ma a Brescia le liste sono saltate - dice Simona M., 32 anni, e non ci danno più garanzie''. Intanto Mattia, affetto da una rara malattia degenerativa del sistema nervoso centrale, continua a mostrare segni di miglioramento. ''E' cresciuto di 10-15 centimetri - dice la madre - ed è ingrassato. Le sue difese immunitarie ora sono più forti. Prima gli bastava entrare in contatto con altre persone per contrarre la febbre. Dopo l' infusione abbiamo festeggiata il compleanno a casa, con 50 persone, e non ha avuto conseguenze negative. Lo abbiamo portato in piscina ed ha galleggiato nell' acqua, sorridendo. Tutte cose impossibili prima''. Il fratello di Simona M. ha donato le cellule staminali agli ''Spedali'' di Brescia, sottoponendosi ad un trapianto, per consentire la seconda infusione a Mattia. Per i genitori del piccolo è ripresa la corsa contro il tempo. La speranza è quella di essere chiamati dagli ''Spedali di Brescia'' per il 31 ottobre. Ma è solo una speranza.

 





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