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NAPOLI - Salvatore Borsellino e' da oggi cittadino onorario di Napoli. A conferire il riconoscimento al fratello del magistrato ucciso dalla mafia nel luglio del 1992 e' il sindaco Luigi de Magistris, che definisce questa giornata "significativa per quello che Salvatore sta facendo nel Paese con grande dignita' e coraggio, facendosi portavoce dell'indignazione per la verita'". Una cerimonia che si apre proprio con l'intervento del primo cittadino, che ribadisce la vicinanza "personale e di una delle citta' piu' importanti d'Italia a chi lotta per questa giusta causa".

Oggi Napoli "si schiera" dalla parte di un uomo "non piu' giovanissimo nell'eta', ma giovanissimo nel cuore e nelle capacita'". Non solo un valore simbolico, tiene a sottolineare il primo cittadino, ma anche "un forte valore sostanziale". Borsellino si commuove piu' volte durante l'intervento e dimostra il proprio affetto per la citta' improvvisando alcune tipiche espressioni in napoletano. Si rivolge in particolare ai giovani, ai quali Paolo dedico' l'ultima lettera prima di morire, che rappresentano la speranza per il futuro. La stessa speranza di Salvatore, che aspetta di conoscere prima o poi la verita' sulla strage di via D'Amelio, dove "uomini dello Stato furono uccisi anche per il contributo di alcuni pezzi delle istituzioni". Il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, sottolinea l'importanza dei nuovi sviluppi nelle indagini, dopo che "la speranza di trovare la verita' si era offuscata", anche se "forse chi ha parlato non ha detto tutto quello che sa". Anche de Magistris invita a tenere alta l'attenzione, perche' "il clima e' torbido" e c'e' anche oggi "una strategia della tensione che usa altri strumenti, quelli della carta da bollo, dell'apparente legalita', del rispetto apparente delle norme".





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