Il giorno 2 aprile in tutta Italia si sono svolte iniziative di sensibilizzazione sulla tematica dell’autismo, patologia i cui casi sono notevolmente in aumento. La “giornata mondiale della consapevolezza” è stata celebrata anche nel Liceo Artistico di Aversa, sede di via Pirozzi, che ospita ed accoglie diversi alunni che ne sono affetti. Il 4 aprile, nei locali attigui alla succursale, si è tenuta la conferenza dal titolo “SuperAbile”, che ha voluto rendere omaggio alle significative esperienze di inclusione ed integrazione che vivono quotidianamente gli alunni, i quali, opportunamente guidati dai docenti di sostegno, rendono “superabili” le differenze e si mostrano “insuperabili” nell’accogliere i compagni diversamente abili. Scopo della conferenza, tenuta dal Dott. Prof. Nicola Cunto, direttore del centro studi “Le Reali Case Matte”, è stato quello di suscitare una riflessione nell’intera comunità scolastica sul problema dei rapporti interpersonali, sull’emotività, sulla comunicazione e l’importanza dell’altro nella costruzione della propria identità personale, sul contatto con la realtà. Ed ecco che l’autismo si erge a paradigma della nostra civiltà: il progresso tecnologico viene scambiato per possesso di cultura, i rapporti umani divengono sempre più autoreferenziali e intesi in maniera solipsistica, tanto che tra le righe sembra di intravedere una pericolosa estensione della patologia sul piano sociale, veicolata dall’abuso dei social.

Il mondo interiore degli autistici, di Mariella (il caso clinico narrato dal prof.), come quello di tutti noi, necessita di uscire dall’autoriferimento: nessuno di noi può essere un’isola, nessuno può trincerarsi nel suo caotico mondo interiore, tutti abbiamo all’origine della nostra esistenza un atto gratuito e incondizionato, richiamato da una irresistibile prepotenza attraverso la quale veniamo al mondo, la forza che Kant avrebbe definito “socievole insocievolezza”. Tutti abbiamo, come Mariella, il dovere di ampliare il “campo visivo”, di uscire da un angolo “ottuso” per renderlo uno “spazio aperto”, di affidarci alla mano altrui. Tutti dobbiamo essere “trame di una rete”, ossia la società reale. Non apparteniamo al mondo illusorio, virtuale, apparentemente patinato, che, anziché avvicinare gli individui, li allontana, avviluppandoli in una “connessione disturbata”. Per fortuna c’è F. P., ragazza autistica, che ci riporta coi piedi per terra: il dottore Cunto le chiede cosa le sia piaciuto maggiormente di ciò che è stato detto, e lei, regalandoci ancora una volta il suo meraviglioso sorriso, risponde: “L’imperfezione”. Si ringrazia la dirigente scolastico, prof. Silvia Molinaro, le prof. S. Geremicca, Minale e Morrone, le colleghe R. Basile ed Eufemia Comparone per l’entusiasmo e la disponibilità, il dottore Cunto che, con estrema generosità, ricerca “connessioni reali” con genitori, alunni e docenti, nonché tutti gli studenti che hanno partecipato all’iniziativa, fornendo, attraverso le loro domande, sempre nuovi spunti di riflessione.

Maria Sapio

 

 





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